Mercoledì VI Settimana del Tempo ordinario
Gn 8,6-13.20-22 Sal 115 Mc 8,22-26
La prima lettura ci narra del tempo dopo il diluvio. Prima di essere certo che le acque si siano ritirate, Noè impiega del tempo: invia prima un corvo, poi la colomba, ed ogni volta attende il loro ritorno. Finché un giorno la colomba torna con una foglia di ulivo nel becco. Ora che la terra è asciutta, può finalmente dare a Dio il buon profumo delle sue offerte, segno di fede e di gratitudine. Le cose di Dio nella nostra vita non si fanno in un attimo, ma hanno bisogno di tempo. Anche Gesù a Betsàida interviene più volte, finché il cieco veda chiaramente. All’inizio vede solo alberi che camminano, una vista ancora “sfocata”; poi finalmente ogni cosa in modo distinto. La guarigione degli occhi è segno della luce della fede, che ha bisogno di tempo, intimità, silenzio. Il tempo è un dono che abbiamo: nel cammino della vita, il Signore ci prende per mano e cammina con noi.
“Il Signore nostro Gesù Cristo illumini gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati”. (Ef 1,17-18)
Dalla Lettera a tutto l’Ordine [FF 216] Ascoltate, miei signori, figli e fratelli, e prestate orecchio alle mie parole. Inclinate l’orecchio del vostro cuore e obbedite alla voce del Figlio di Dio. Custodite nella profondità del vostro cuore i suoi precetti e adempite perfettamente i suoi consigli. Lodatelo poiché è buono ed esaltatelo nelle opere vostre.
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