Lunedì VI Settimana del Tempo ordinario
Gen 4,1-15.25 Sal 49 Mc 8,11-13
Nel capitolo 8 di Marco, ascolteremo Gesù che, pazientemente, passo dopo passo, insegna ai suoi ad essere veri discepoli. Il primo insegnamento: non pretendere segni, come fanno i farisei. La fede autentica, infatti, sa andare oltre e, spesso, rinunciarvi. Questa si esprime nella gratitudine sincera per tutto il bene semplice, a volte piccolo, che riempie le nostre giornate. Quando tentiamo di “costringere” Gesù in prodigi o segni sensazionali, è il momento in cui “ci lascia e parte per un’altra riva”, proprio come fa con i farisei. Non che ci abbandoni… ma siamo noi che non riusciamo più a cogliere la verità e la bontà della sua presenza nel nostro vivere quotidiano.
“I Giudei chiedono segni e i Greci la sapienza. Noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, potenza di Dio e sapienza di Dio” (1Cor 1,22).
Dalle Ammonizioni [FF 144] Ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato […]. Così anche noi vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo vedere e credere fermamente che è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero.
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