Mercoledì IV Settimana di Quaresima
Is 49,8-15 Sal 144 Gv 5,17-30
“Chiamava Dio suo Padre” (Gv 5,18)
La teologia giudaica riteneva che ci fossero due opere che Dio compiva anche di sabato: donare la vita e giudicare. In queste azioni Egli manifestava la sua continua cura per il mondo creato. Gesù si difende dalle accuse a lui rivolte affermando e mostrando di compiere le stesse opere del Padre. Egli non si pone quindi in opposizione – come sostenevano i capi dei giudei – ma in comunione con Dio. Gesù, quindi, “da la vita” e rende giustizia ai miseri e agli oppressi, rivelando così la sua natura divina. Eppure rimane pienamente Figlio. Egli è mandato dal Padre; da se stesso non può far nulla se non ciò che vede fare dal Padre, e fa non la propria volontà ma solo quella del Padre. Gesù vive dell’amore del Padre! Questa comunione d’amore lo rende libero di essere obbediente e umile.
Dalla Parafrasi del «Padre nostro» [FF 266.269]
O santissimo Padre nostro: creatore, redentore, consolatore e salvatore nostro […]. Venga il tuo regno: affinché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, dove la visione di te è senza veli, l’amore di te è perfetto, la comunione con te è beata, il godimento di te senza fine.
Lascia un commento
Devi eseguire il login per commentare.