Come fuoco vivo
Giovedì XXIX Settimana del Tempo Ordinario
Rm 6,19-23 Sal 1 Lc 12,49-53
Gesù desidera ardentemente stare con noi. Questa sua passione per l’uomo scuote le nostre comode abitudini, pigrizie, tiepidezze. Oggi nel vangelo Gesù parla di fuoco, elemento forte e affascinante. Crea un clima dolce e allegro quando illumina e scioglie il rigore del freddo. Altre volte invece è terribile, separa e distrugge ciò che incontra. Che significa concretamente accogliere quel fuoco che Gesù porta nel mondo? Significa vivere il vangelo in modo autentico, accettando senza compromessi le sue esigenze. Sia quando illumina, scalda e unisce, sia quando forgia, purifica e separa. Il vangelo è un fuoco benefico anche quando non sembra. È un fuoco necessario, che sconfigge la morte e dona la vita vera.
“Tutto ho lasciato perdere e considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui”.
Dalla Leggenda dei tre Compagni [FF 1419]
Disse Francesco: «Ascoltate tutti e comprendete. Finora ho chiamato Pietro di Bernardone padre mio. Ma dal momento che ho fatto proposito di servire Dio, gli rendo il denaro per il quale era irritato e tutti i vestiti avuti dalla sua sostanza, e d’ora in poi voglio dire: ‘‘Padre nostro, che sei nei cieli” e non “padre Pietro di Bernardone».
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