Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Pietro De Betancur, francescano secolare e fondatore (1626-1667), santo

Spagnolo, di Vilalflor nell’isola di Tenerife, dove nasce nel 1626 da una famiglia di alto rango di origine normanna, è considerato l’apostolo del Guatemala, sua seconda patria, nella quale si trasferisce nel 1651, dopo aver vissuto per un paio d’anni all’Avana, principale città di Cuba. Formatosi alla scuola dei Gesuiti, cerca invano di farsi prete. Aderisce allora all’Ordine francescano secolare trovandovi finalmente la propria strada, la strada della carità e dell’attenzione fattiva a chi vive nel disagio della povertà, della malattia e dell’emarginazione: assiste orfani, mendicanti, malati (per i quali realizza l’Ospedale di Nostra Signora di Bethleem), giovani abbandonati, stranieri e i condannati ai lavori forzati. Affascinato dall’esperienza francescana è per questo chiamato il san Francesco del suo tempo, fonda nel 1658 l’Ordine dei Betlemmiti, scegliendo come norma della loro vita la regola dell’Ordine francescano secolare. Cessa di vivere il 25 aprile 1667.