Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Pietro Regalado, sacerdote francescano (1390-1456), santo

Spagnolo, di Valladolid, dove nasce nel 1390 da nobile famiglia, all’età di tredici anni entra nel convento francescano della città natale, per condurvi una vita di preghiera e penitenza. Conquistato da Pietro da Villacreces, che sta ristabilendo nel Paese lo spirito originario della Regola francescana, lo segue nell’eremitaggio di Auguille, dove trova la solitudine e la povertà desiderate. Quando nel 1422 Pietro da Villacreces muore, rimane a lui il compito di guidare l’eremo di Auguile sulle orme tracciate dal maestro. Pietro è un asceta e un contemplativo. Vive nella penitenza e nell’estrema povertà. Ha particolare attenzione per i fratelli bisognosi e malati. Ha il dono delle lacrime, espressione della sua indole affettuosa e del suo amore bruciante per Dio. Nel 1427 partecipa a Medina a una riunione dei seguaci di Villacreces, nella quale si stabilisce di rimanere uniti ai frati conventuali. Muore ad ad Auguile il 30 marzo 1456.