Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Anna della Croce, clarissa (1527-1601), venerabile

Anna Ponce de Leon, di origini nobili, nasce in Spagna nel 1527. Ebbe un’infanzia istruita e devota, finché fu data in sposa ad un nobile di Cordoba. Fu sempre molto attenta nei confronti dei poveri, a cui regalò persino la sua fede nuziale. Ebbe un figlio che però morì presto, e dopo alcuni anni anche il maritò morì dopo lunga malattia. Anna affrontò con fede e abbandono in Dio questi lutti, e alla fine scelse di entrare nel monastero delle clarisse di S. Chiara a Montiglia (Granada), anche se dubitando della sua dignità a vestire l’abito di S. Chiara. Il dubbio le fu sciolto da un’apparizione proprio della stessa S. Chiara con S. Francesco. Di questa come di molte altre esperienze mistiche, raccontò lei stessa sempre al suo padre confessore. In monastero cercò sempre l’umiltà e gli ultimi posti, non accettando mai di essere chiamata “signora”, viste le sue origini nobili, né di essere costretta ad accettare la carica di badessa. Morì il 26 aprile 1601.