Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Corrado Confalonieri, francescano secolare (1290-1351), beato

Di nobile schiatta, Corrado (nasce a Piacenza nel 1290) è un giovane gaudente, amante della vita spensierata. È impegnato in una animata partita di caccia quando accade l’episodio che gli cambia la vita. Per stanare la preda, ordina ai servi di appiccare il fuoco al sottobosco. Il fuoco si propaga rapidamente coinvolgendo alcuni casolari. Dell’incendio viene accusato, e condannato a morte, un ignaro contadino. Corrado, di fronte all’ingiusta condanna, si costituisce e nel riparare i danni causati, si riduce in povertà. Si fa allora francescano secolare e si ritira in un eremo, mentre la moglie entra in monastero. Un po’ inquieto, peregrina da un romitorio all’altro finché giunge a Noto, in Sicilia, dove, finalmente placato, si ferma, e per trent’anni divide il suo tempo tra il servizio agli ammalati e l’accoglienza dei numerosi fedeli che vengono a fargli visita, attirati dalla fama della sua santità. Muore, dopo un lungo periodo di assoluta solitudine, il 19 febbraio 1351.