Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Teobaldo d’Assisi, religioso francescano (†1260 c.), beato

Originario di Assisi, si unì a san Francesco verso l’anno 1210. Visse molti anni nel convento di S. Lorenzo presso Orte (Viterbo), dove si fece ammirare soprattutto per la sua obbedienza. Si racconta che una volta fu mandato d’urgenza dal guardiano in città per provvedere alcune cose necessarie per il Convento ed il Beato, sempre prontissimo nell’obbedire, s’incamminò subito verso Orte. Giunto però sulla riva del Tevere, non trovò la barca che doveva trasportarlo alla sponda opposta. Noncurante del pericolo, ma con grande fede, prese a camminare nell’acqua e attraversò il fiume, molto profondo in quel sito, giungendo all’altra sponda fra lo stupore e l’ammirazione di molte persone presenti, per nulla bagnato, come se avesse camminato sulla strada. In questo stesso convento morì il 29 gennaio circa l’anno 1260. Il corpo, non più ritrovato, sarebbe stato sepolto nella stessa chiesa.
GennaioFebbraio

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Messaggero di Sant'Antonio