Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Paola Gambara, francescana secolare (1463-1515), beata

Paola Gambara Costa è bresciana, di Verola Alghisi (oggi Verolanuova), dove nasce nel 1463. Ammiratissima per la sua bellezza e per le virtù cristiane, a dodici anni è data in sposa al conte Ludovico Costa di Bene Vagienna, nel Cuneese. Sontuose le nozze, da favola i ricevimenti. Un anno dopo, è già mamma e alle prese con una vita brillante e spensierata cui lei, riservata e austera, non è abituata, ma che finisce con il conquistarla. Poi, l’incontro con un francescano piemontese, Angelo Carletti da Chivasso, segna il suo ritorno alla vita semplice e austera di prima, ora costretta a subire le angherie e le infedeltà del marito, che la umilia costringendola alla convivenza con la sua amante. Aderisce all’Ordine francescano secolare e quando Lodovico cade seriamente malato, Paola gli è a fianco, aiutandolo non solo a guarire ma anche a dare addio alla sua vita scapestrata. Infine, rimasta vedova, assieme al figlio si dedica ad attività caritative. Muore nel 1515, ricordata come esempio di moglie fedele e santa, nonostante le mille dolorose disavventure.
GennaioFebbraio

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Messaggero di Sant'Antonio