Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Ignazio da Laconi, religioso francescano (1701-1781), santo

Ignazio, sardo di Laconi (OR), dove nasce nel 1701, vive nel suo paese fino a vent’anni, malfermo di salute e senza futuro. Desideroso di mutar vita, un giorno bussa alla porta del convento dei cappuccini di San Benedetto a Cagliari, chiedendo di esservi accolto. I cappuccini, che conducono una vita molto rigida, chiudono un occhio sulla sua incerta salute e nel 1721 gli consentono di pronunciare i voti. Come fratello laico, viene destinato alla questua e ai servizi più umili del convento. Fratel Ignazio diventa una delle figure tipiche della città: bisaccia a tracolla, ogni giorno ne percorre le vie, entra nel porto, nelle osterie a raccogliere il dono dal buon cuore della gente, che impara presto ad amarlo e stimarlo. In cambio, Ignazio offre il calore della sua amicizia, una buona parola e tante preghiere. L’esempio evangelico della sua vita umile, vissuta tra i poveri, ai quali distribuisce parte di ciò che riceve, conquista molti. La sua morte, nel 1781, è pianta come la scomparsa di un amico, di una persona cara.