Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Pietro Marchionni da Treia, sacerdote francescano (1225-1304), beato

Discendente della nobile famiglia dei Marchionni, Pietro nasce a Treia nel Maceratese introno al 1225. Trascorre i primi anni della giovinezza vivendo nell’agiatezza e nella spensieratezza come gli consentono le floride risorse della sua condizione sociale. Ma alla fine tutto questo non lo appaga. Alla ricerca di una vita evangelicamente più genuina e austera, si imbatte nell’esperienza francescana che lo affascina al punto da farsi frate nell’Ordine dei Minori. L’imitazione di san Francesco anche nelle scelte più concrete diventa il suo programma di vita. Per questo dimora a lungo a La Verna, dove dedica molto tempo alla contemplazione, ma anche all’apostolato attivo, soprattutto nel ministero della parola. Predicatore ricercato per il fascino irresistibile della sua eloquenza, percorre le Marche seguito da folle estasiate. Ha il dono di commuovere i peccatori e riportarli a Dio attraverso la sincera confessione delle loro colpe e il proposito di conversione. Sono celebri le sue estasi e le sue visioni. Si spegne nel convento di Sirolo (Ancona), il 19 febbraio 1304.