Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Nicola Medda da Gesturi, religioso francescano (1882-1958), beato

Giovanni Nedda, il futuro fra Nicola, nasce a Gèsturi, nella regione sarda del Sarcidanu, arcidiocesi di Oristano, nel 1882, quarto di cinque figli di una coppia di modesti possidenti. A cinque anni perde il padre e a tredici la madre. Conduce una vita semplice, lavorando nei campi del suocero di una sorella, mentre coltiva il sogno di consacrarsi al Signore nella vita religiosa. Riesce a realizzare il sogno a ventinove anni, entrando nel convento dei francescani cappuccini di Gesturi, prima come francescano secolare e poi, nel 1913, trasferito a Cagliari, come religioso con il nome di fra Nicola. Ritorna poi nel convento di Gesturi, nel quale per trentaquattro svolge il compito di questuante, sempre in giro a mendicare al buon cuore della gente quanto serve per il sostentamento della comunità francescana. Conduce una vita semplice, silenziosa, senza clamori, aiutando spiritualmente molte persone, con il suo esempio di virtù, di bontà e carità verso i poveri. Il suo cammino si arresta l’8 giugno 1958 nell’incontro con sorella morte.