Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Nicolò d’Osimo, sacerdote francescano (sec. XV), beato

Originario di Osimo (Ancona), ebbe un’educazione religiosa e umanistica di tutto rispetto, arrivando a laurearsi in legge all’università di Bologna. In seguito ad un sogno, si risolse a portare tutti i suoi libri al convento dei francescani riformati di S. Paolo, fuori città: già da piccolo molto devoto di san Francesco, chiese infine di potersi fare frate francescano. I frati lo consigliarono di non essere così precipitoso, ma infine si risolsero ad accoglierlo. Studiò teologia e divenne predicatore e professore di teologia rinomato. Fu nominato guardiano della comunità francescana di Gerusalemme, ma per vari motivi gli fu impedito di recarsi colà. In Italia fu anche visitatore di varie province francescane dell’osservanza. Morì al convento dell’Araceli, a Roma.
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Messaggero di Sant'Antonio