Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Angela (Aniela) Salawa, francescana secolare (1881-1922), beata

Polacca di Siepraw, nei pressi di Cracovia, dove nasce il 9 settembre 1881, Angela è la penultima di una folta schiera di fratelli, dodici. Trascorre un’infanzia tranquilla, tutta dedita alle necessità della numerosa famiglia contadina: porta al pascolo le mucche, falcia l’erba, aiuta nei lavori di casa. Insomma, si addestra al lavoro di domestica nel quale sarà impegnata per il resto della vita presso diverse famiglie di Cracovia, dove si trasferisce giovanissima. Fa con impegno e correttezza il suo mestiere, testimoniando con una vita esemplare i valori e le virtù cristiane e morali, che guidano e arricchiscono la sua vita. Rinuncia al matrimonio verso il quale non si sente attratta e, assistita del suo direttore spirituale, il gesuita padre Stanislao Mieloch, si consacra a Dio, con il voto di castità. Dedica poi parte del suo tempo alle colleghe domestiche di Cracovia: le riunisce, le istruisce, dà loro ogni indicazione utile su come svolgere il lavoro, restando fedeli ai propri impegni cristiani. Nel 1900 si iscrive all’Associazione di S. Zita, che promuove l’assistenza alle domestiche, e aderisce all’Ordine francescano secolare vestendone l’abito ed emettendo la professione religiosa il 6 agosto 1913. Colpita da grave malattia, vive cinque anni di sofferenze in unione con Dio, che la gratifica con visioni. Si spegna il 12 marzo 1922 in estrema povertà.