Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Lorenzo da Brindisi, sacerdote francescano e dottore della chiesa (1559-1619), santo

Lorenzo (Giulio Cesare al battesimo), coraggioso difensore dell’ortodossia cattolica in tempi alquanto tormentati, vede la luce a Brindisi nel 1559. Emigrato con la famiglia a Venezia, entra nell’Ordine francescano dei cappuccini. Ordinato sacerdote, si impone per dottrina (ha studiato all’Università di Padova) e capacità di comando, tanto che gli affidano importanti cariche nell’Ordine. Sulla sua cultura e intelligenza diplomatica, conta anche il Papa, Clemente VIII, che gli affida importanti missioni a Praga e in Ungheria. Nel 1601 è cappellano delle truppe cattoliche impegnate contro i turchi e il suo intervento nel rianimare i soldati sfiduciati e i suoi suggerimenti tattici sono decisivi per la vittoria dell’esercito imperiale. Abile diplomatico, rappresenta la Santa Sede presso alcuni corti europee. È già malato quando i napoletani lo inviano ambasciatore presso Filippo III per segnalargli il malgoverno del viceré spagnolo. Dribblando le insidie tesegli da costui, raggiunge Lisbona, ma qui le condizioni di salute peggiorano, e il 22 luglio 1619, a sessant’anni, l’intrepido frate cessa di vivere.