Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Francesco d’Assisi, patrono d’Italia (1182-1226), santo

Francesco, santo amatissimo e patrone d’Italia, viene alla luce ad Assisi verso l’anno 1182. Dopo una giovinezza dissipata e un’avventura militare fallita, si spoglia di quanto possiede e, assieme agli altri giovani, che presto lo seguono, dà vita a uno dei più vasti e incisivi movimenti spirituali della storia della Chiesa, impostato sull’osservanza radicale del Vangelo, poi definitivamente approvato da papa Onorio III nel 1223. Missionario lui stesso in Terrasanta, dove è ricevuto dal Saladino, invia i suoi frati a portare nel mondo il messaggio evangelico di pace e bene. Innamorato di Dio, canta la bellezza delle sue creature. Rievoca plasticamente, in una grotta di Greccio, la nascita di Gesù, espressione massima dell’amore di Dio per gli uomini, iniziando così la tradizione del presepio. Dio sigilla la fedeltà di Francesco, imprimendo nelle sue carni i segni della sua Passione. Al vespro del 3 ottobre del 1226, va incontro a sorella morte cantando, accompagnato da uno stormo di allodole.