Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Ongaro Marco da Conegliano, religioso francescano (†1248), beato

Non se ne conoscono i natali, se non che l’appellativo “Ongaro” starebbe a indicare l’origine ungherese della sua famiglia. Entrò come fratello laico tra i frati minori che si erano stabiliti a Conegliano (TV) nel 1225, cioè un anno prima della morte di san Francesco. Qui Ongaro passò tutta la vita esercitando l’umile ufficio di cuoco. Nel 1227 avrebbe incontrato sant’Antonio di Padova, che eletto provinciale quello stesso anno, stava appunto visitando i conventi a lui affidati. Ancora vivente, godette fama di santità e gli fu attribuito il dono dei miracoli. È sepolto nella chiesetta di S. Francesco Vecchio.
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Messaggero di Sant'Antonio