Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Giuseppe Moscati, medico e francescano secolare (1880-1927), santo

Giuseppe Moscati, il medico dei poveri, sempre disponibile a ogni loro chiamata, nasce a Benevento nel 1887, ma è a Napoli che vive e opera. Nella città del Vesuvio studia medicina e diventa un bravo medico. Nei suoi progetti non sono previsti soldi e carriera, ma solo la salute dei più poveri. Per questo sceglie di lavorare nell’Ospedale degli Incurabili. «Negli ospedali – scrive – la missione dei medici è di collaborare all’infinita misericordia di Dio, aiutando, perdonando, sacrificandosi». A tale programma Moscati ispira la sua professione, dedicandosi senza risparmio a lenire le sofferenze nel quotidiano lavoro ospedaliero, o andando a visitare i malati nei loro miseri tuguri nei quartieri più poveri della città. Si dedica anche con passione allo studio e alla ricerca per aggiornare le proprie conoscenze da porre al servizio dei malati. E così fino alla morte, avvenuta nel 1927, a soli 47 anni.
AprileMarzoMaggio

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Messaggero di Sant'Antonio