Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Venanzio Katarzyniec, sacerdote francescano (1889-1921), servo di Dio

Nasce il 4 ottobre 1889 ad Obydow nella Polonia orientale, e fu battezzato con il nome di Giuseppe. Ammesso all’Ordine dei frati minori conventuali, emise la professione solenne nel 1912. Dopo una breve esperienza parrocchiale, fu nominato maestro dei novizi nel convento di Leopoli, ufficio che esercitò con vera dedizione: i suoi novizi ne ricorderanno sempre la ricchezza spirituale. Sopportava le prove della vita e le sofferenze della sua poca salute con straordinaria pazienza, che conservò inalterata anche quando nel 1920 ebbe i primi sintomi della tisi. Trasferito al convento di Kalvaria Paclowska, vi morì il 31 marzo 1921. San Massimiliano Kolbe, che lo conobbe, fu uno dei promotori della sua causa di beatificazione.
MarzoFebbraioAprile

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Messaggero di Sant'Antonio