Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Protomartiri giapponesi dell’Ordine francescano secolare (†1597), santi

Di loro si sa solo che sono collaboratori zelanti e fedeli dei missionari che, sulla scia di san Francesco Saverio, sono impegnati a Nagasaki (Giappone) e dintorni ad annunciare il Vangelo di Gesù. E con successo. Tanto da infastidire lo shogun Taikosama, che fa arrestare alcuni missionari e i loro collaboratori appartenenti all’Ordine francescano secolare. Tra loro anche alcuni bambini. La loro sorte è segnata, la morte, a meno che non rinneghino la fede cristiana. Fedeli ai missionari e ancor più a Cristo, rifiutano decisi la proposta. E così, portati sulla collina di Nagasaki, da allora la «santa Collina», vengono tutti uccisi. Mentre vengono crocifissi, uno dei ragazzini intona il cantico «Lodate, fanciulli, il Signore». Questi i loro nomi: Antonio da Nagasaki, bambino, Bonaventura di Miyaco, Cosimo Takeya, Francesco Fahelante di Miyaco, Francesco Kichi, Gabriele Duizko, Gioacchino Sakakibara, Giovanni Kinuya, Leone Karasumaru, Ludovico Ibaraki, bambino, Mattia di Miyako, Michele Kozaki, Paolo Ibaraki, Paolo Suzuki, Pietro Sukejiro, Tommaso Idauki, Tommaso Kozaki, bambino.