Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Paola Montaldi, clarissa (1443-1514), beata

Paola nasce a Volta Mantovana nel 1443, nel castello dei nobili Montaldi. A quindici anni, lascia la famiglia per consacrare al Signore la propria giovinezza, entrando in uno dei tre monasteri di clarisse esistenti in Mantova, quello di Santa Lucia, la cui Regola, assai severa, era stata di recente mitigata dal Papa Urbano IV. Paola trascorre nel monastero il resto della vita, cinquantasei anni, del quale è per tre volte eletta abbadessa. Poche le notizie sulla vita e le poche parlano della sua ammirevole modestia, dell’umiltà, della silenziosa carità e del riserbo di cui ha voluto circondare la sua vita entrando in clausura, che neppure la sua la morte, avvenuta nel 1514, ha infranto.
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Messaggero di Sant'Antonio