Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Rosa da Viterbo, francescana secolare (1234-1252), santa

Rosa nasce a Viterbo nel 1234 in una famiglia di modeste condizioni. Alcuni fantasiosi biografi le attribuiscono una nutrita serie di eventi prodigiosi compiuti ancor piccina. Un fatto è certo: nel 1250, Rosa ha una visione che determina il suo ingresso nel Terz’ordine francescano. Nello stesso tempo, inizia a richiamare con vigore i concittadini alla penitenza e alla fedeltà a Cristo e alla Chiesa, turbata dal proliferare di eretici e da sanguinose lotte fratricide. Le vibranti esortazioni di Rosa sono interpretate come critiche all’imperatore Federico II, e Rosa viene mandata in esilio a Soriano sul Cimino. Il confino dura poco perché, come Rosa ha preannunciato, l’imperatore muore. Sulla via del ritorno, a Vitorchiano, guarisce una cieca e converte un’ostinata eretica. Tornata a Viterbo, chiede invano di essere accolta nel monastero delle Clarisse (ma ora vi è sepolta). Muore nel 1252, a soli diciott’anni.
MarzoFebbraioAprile

Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio