Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Pio da Pietrelcina, sacerdote francescano (1887-1968), santo

Francesco Forgione (questo il nome di padre Pio prima di farsi frate) nasce nel 1887 a Pietrelcina, nel Beneventano. La fragile salute gli crea non pochi problemi tanto che, appena ordinato sacerdote, viene mandato nel paese natale, sperando che l’aria di casa gli faccia recuperare le forze. In quei giorni, avviene l’evento che segna il suo corpo e la sua vita per sempre: riceve le stimmate. Il fenomeno richiama l’attenzione dei devoti, ma anche del Sant’Uffizio che, convinto che si tratti di un fatto isterico, vieta a padre Pio per una decina d’anni di dire messa in pubblico e di confessare. Ciò non impedisce che si crei intorno al frate un sorprendente movimento di spiritualità e di carità. Nel convento sul Gargano, dove vive, la ressa di devoti si fa quotidiana: tutti vogliono vederlo, toccarlo, assistere alla sua messa e soprattutto confessarsi. La confessione è un incontro che spesso muta per sempre la vita delle persone. Lo stimmatizzato di san Giovanni Rotondo conclude la sua esperienza terrena il 23 settembre 1968.