Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Emilia de Vialar, religiosa francescana (1797-1856), santa

Francese, di Gaillac, dove nasce nel 1797, Emilia appartiene a un nobile casato di uomini di legge e di scienza. Giovinetta, vive un periodo di incertezza e di confusione. Si chiarisce le idee durante una missione popolare, che la mette in contatto con un mondo che non conosce, quello dei poveri e degli sfortunati. A questi apre le porte della sua casa, incontrando la fiera ostilità del padre e della servitù. Attorno a lei si forma intanto un gruppo di giovani che condividono la sua scelta. Sono il primo nucleo della Congregazione delle Suore di San Giuseppe dell’Apparizione cui dà vita, dopo aver fatto dono ai poveri di Parigi di tutti i suoi beni. Invitata dal fratello, si reca in Algeria, a Boufarik, per fondare un ospedale, che, nel 1843, per ordine del vescovo francese di Algeri è costretta a lasciare. Tornata in Francia, riparte subito per andare a fondare scuole e ospedali a Malta, Cipro, Tripoli, Beirut. Intanto, a Gaslliac, l’amministrazione scriteriata di una superiora costringe a chiudere la Casa madre. Nel 1852 si trasferisce definitivamente a Marsiglia. A capacità di lavoro, di relazioni e di dialogo si accompagnano in Emilia a una profondità spirituale che le fa incontrare il Signore: in mezzo alle preoccupazioni, ai viaggi faticosi, non perde mai il contatto con il divino. Muore a 59 anni il 24 giugno 1856.
GiugnoMaggioLuglio

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Messaggero di Sant'Antonio