Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Edoardo Giuseppe Rosaz, vescovo e francescano secolare (1830-1903), beato

Piemontese, di Susa, dove nasce nel 1830, Edoardo Giuseppe Rosaz è il penultimo di sette figli di una famiglia benestante, segnata dalla tragedia: il suicidio del padre e la morte in manicomio del fratello Carlo Vittorio e della sorella Clotilde. A quindici anni, dopo aver aderito all’Ordine francescano secolare, entra in seminario e ne esce sacerdote nel 1854. Fatto Canonico del Capitolo della Cattedrale, si distingue per l’attenzione verso i più poveri, che lo porta a prendere contatto, a Torino, con altri sacerdoti, animati dalla sua stessa carità, come don Giovanni Bosco e il canonico Anglesio, successore del Cottolengo nella direzione della Piccola Casa della Divina Provvidenza. Per venire incontro alle tante richieste di aiuto di ragazze in difficoltà, nel 1862 apre il Ritiro per giovani abbandonate e, nel 1872, fonda la Congregazione delle francescane missionarie dedite alla loro educazione. Nel 1877, Pio IX lo fa vescovo, destinandolo alla guida della diocesi di Susa. Nel 1897 dà vita al settimanale  diocesano Il Rocciamelone. Favorisce la posa di una statua della Vergine Maria sul Rocciamelone, dal 1358 luogo di culto mariano. Muore il 3 maggio 1903.
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Messaggero di Sant'Antonio