Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Mariano da Roccacasale, religioso francescano (1778-1866), beato

Un beato proveniente dai contadini, infatti Mariano trascorse l’infanzia e parte della giovinezza dedito ai lavori campestri; egli nacque a Roccacasale (L’Aquila), il 13 gennaio 1778 da poveri ma pii genitori. Arrivato ai 24 anni decise di entrare nell’Ordine Francescano e nel maggio 1802 vestì l’abito dei Frati Minori nel convento di S. Nicola in Arischia, come fratello laico; dopo alcuni anni passò al ritiro di S. Francesco in Civitella ora Bellagra, nella provincia romana. In questo convento trascorse oltre 50 anni, addetto a vari compiti specie quello di portinaio che richiedeva molta prudenza e carità, essendo molto frequentato. Per desiderio di povertà non volle mai una tonaca nuova, né sandali, né mantello. Pur non essendo un erudito, aveva letto solo uno o due testi religiosi, possedeva una straordinaria sapienza della spiritualità, tanto che anche dei sacerdoti si rivolgevano a lui per consigli spirituali. Il 23 maggio 1866 si ammalò gravemente e giacché aveva presagito la sua fine, si preparò intimamente, chiedendo gli ultimi Sacramenti e ripetendo continuamente come san Francesco: «Mio Dio e mio tutto!».
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Messaggero di Sant'Antonio