Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Margherita di Lorena, clarissa (1463-1521), beata

Margherita, la nipote prediletta di re Renato di Sicilia, duca d’Angiò e di Lorena, nasce a Vaudémont nel 1463. Giovanissima, sposa Renato, duca d’Alençon. La vita dei due è messa a dura prova dai disastri provocati dalla guerra dei cent’anni. Per Beatrice è dramma quando Renato muore nel 1492, lasciandola sola con tre figli ancora piccoli. A loro si dedica facendone dei giovani ben educati e pronti a spiccare il volo. Convolati i tre a ricche nozze, Margherita distribuisce i suoi beni ai poveri e alla Chiesa, mantenendo per sé quanto serve per un modesto sostentamento, e si ritira nel castello di Essai, dove si sottopone alle più crude penitenze, tanto da indurre il vescovo a consigliarle moderazione. Si dedica allora a curare gli ammalati. Intanto matura una vocazione più specifica alla vita religiosa, che realizza entrando tra le clarisse di Argentan, con le quali condivide la vita di austerità e di amore. Colpita da grave malattia, muore la sera del giorno dei defunti, nel 1521.
