Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Egidio d’Assisi, religioso francescano (1208-1262), beato

Si sa assai poco dei primi anni di vita di frate Egidio, il terzo, dopo Bernardo di Quintavalle e Pietro Cattani, ad andare nel 1208 a condividere con Francesco d’Assisi una vita di estrema povertà, vivendo in capanne tra i boschi della Porziuncola. Contrariamente ai compagni, non ha nulla da abbandonare, è un bracciante analfabeta e possiede solo il mantello che indossa. Conduce una vita semplice, offrendo le proprie braccia ai contadini che ricambiano offrendogli pane, che porta ai confratelli. Nel 1209, con altri confratelli, accompagna Francesco a Roma, dove il papa Innocenzo III approva la prima Regola. In spirito di devozione, visita i grandi santuari, da Santiago de Compostela fino al Santo Sepolcro in Terrasanta, sempre a piedi e nutrendosi con quanto gli danno i contadini per il suo lavoro. Nell’ottobre 1226 è assieme a fra Bernardo accanto a Francesco morente. Si ritira infine nel convento francescano di Monteripido, presso Perugia, dove vive nel silenzio, nel raccoglimento, dedito alla preghiera e alla contemplazione. È ricercato e ascoltato da prelati, principi e da gente semplice per la sua santità e la sua saggezza, condensata poi nei celebri «Detti». Qui nel 1262 termina la sua ricca esperienza terrena, già venerato come un santo.
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Messaggero di Sant'Antonio