Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Lucia da Caltagirone, religiosa francescana (1367 c.-1400), beata

Catanese, di Caltagirone, dove nasce nella seconda metà del XIV secolo, Lucia a tredici anni lascia la famiglia e la città natale per seguire una pia francescana secolare di Salerno. Poi, alla morte della compagna, entra tra le religiose del convento di San Francesco, presso la chiesa di S. Nicola, eretto nel 1238, che vivono secondo la Regola dell’Ordine francescano secolare. Lucia vive la sua scelta con grande impegno e fedeltà ai propri doveri. Si segnala per la pratica della penitenza, verso la quale la porta la devozione alle cinque piaghe di Cristo. Per qualche tempo è maestra delle novizie. La fama delle sue virtù oltrepassa le mura del convento e fa di lei un punto di riferimento per tanti alla ricerca di Dio e bisognosi di preghiere e consigli per una vita spiritualmente più autentica. Muore a Salerno nel 1400.
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Messaggero di Sant'Antonio