Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Lorenzo da Revello, religioso francescano (1580 c.-1623), venerabile

Nasce nella contrada di S. Pietro presso Revello, in diocesi di Saluzzo. Non ancora ventenne rimase orfano di entrambi i genitori e privo di beni, per cui cominciò a lavorare come garzone. Ma non prima di aver contrattato la possibilità di poter continuare a servire il Signore ascoltando quotidianamente la messa (per la quale percorreva ogni giorno circa otto chilometri a piedi), di poter dedicare interamente ad esercizi di pietà i giorni festivi ed infine di avere una cameretta personale, dove raccogliersi per le sue pratiche di pietà. Durante una predica del vescovo di Saluzzo sulla perfezione evangelica, si sentì chiamato a lasciare tutto e a ritirarsi in convento. Tornato a casa, si licenziò, vendette quanto ancora possedeva e ne diede il ricavato ai poveri, e si recò a Pavia, dove entrò nel convento dei francescani riformati. Rimase fratello laico, e fu inviato a Torino, dove morì il 18 febbraio 1623.
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Messaggero di Sant'Antonio