Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Giovanni Montserrate Ribelles, sacerdote francescano (1532-1613), servo di Dio

Nato a Monzón (Spagna), nel visitare a Napoli un suo fratello che fungeva da segretario del viceré Pietro Alvarez di Toledo, si sentì attratto dalla forma di vita francescana dei cappuccini. Raggiunse perciò Milano come soldato e lì, a circa vent’anni di età, chiese di indossarne l’abito, prendendo il nome di Ignazio da Monzón. Nella provincia di Lombardia, in cui visse circa trent’anni e dove era molto stimato da san Carlo Borromeo, lasciò fama di radicalità e di grande fede. Fu poi uno dei fondatori dell’Ordine cappuccino in Spagna, dove tornò verso il 1580, e dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. La sua fama di santità andò sempre più crescendo a motivo degli innumerevoli miracoli, estasi e profezie che gli venivano attribuiti. Morì a Orihuela il 18 dicembre 1613.
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Messaggero di Sant'Antonio