Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Pietro da Mogliano, sacerdote francescano (1435 c.-1490), beato

Nato a Mogliano (Macerata), a 13 anni ebbe la visione «che tutto el mondo ruinasse e sprofondasse» e fosse salvato da un frate «piccoletto assai», forse Francesco. Studiò diritto all’Università di Perugia con l’intento di abbracciare la carriera forense, ma appena venticinquenne rimase affascinato dal predicatore francescano padre beato Domenico da Leonessa. Dopo un periodo di riflessione, decise di seguire la vita di povertà e d’apostolato proposta dai Francescani. Vestì l’abito di san Francesco tra i frati minori osservanti, nel 1467, nell’Eremo delle Carceri. Ordinato sacerdote si dette alla predicazione nelle principali città dell’Italia Centrale, con grande impegno e fervore, e per vario tempo fu compagno di san Giacomo della Marca. A Camerino (Macerata), dove si era recato per la predicazione, incontrò e divenne amico del signore della città, Giulio Cesare da Varano, che aveva una figlia, Camilla Battista, clarissa del monastero della città. Tra le due persone spirituali si instaurò subito un legame profondo tanto che fu proprio Camilla a scrivere la prima biografia di Pietro. Si ammalò il 2 luglio 1490 e cessò di vivere nella notte tra il 24 e il 25 dello stesso mese ed anno, a Camerino, mormorando il nome di Gesù e Maria. Morì sereno ed addirittura lieto tanto da far esclamare ad un suo confratello: «Padre Pietro tu muori ridendo!».
LuglioGiugnoAgosto
Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio