Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Ilia Corsaro, fondatrice e francescana secolare (1897-1977), serva di Dio

Ilia Corsaro nacque ad Ercolano il 4 ottobre 1897, quarta dei sette figli dei professori Angelo e Maria Trotta, genitori onesti ed affettuosi, ma di idee anticlericali e non praticanti. Nel 1910 quando Ilia ha 13 anni, la fede entrò nella loro casa attraverso la conversione dei fratelli maggiori Italo ed Irma. Nel 1918, partecipa con la sorella Irma alla “Scuola di Religione” del sacerdote Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, grande, carismatica e complessa figura del cattolicesimo napoletano; interiormente inizia una nuova fase della sua vita, con adorazione notturna nelle chiese, abbigliamento dimesso e mortificazioni di ogni genere. Le sue preghiere ottennero nel 1919 la conversione della madre, e del padre nel 1920, conquistato dalla grazia di Dio sulla tomba di S. Francesco ad Assisi. Desiderosa di entrare in una clausura, viene dissuasa dal canonico Zaccaleoni, che le prospetta invece la fondazione di un’Opera Catechistica a Bagnoli. Passano gli anni, che la vedono impegnata in conferenze da lei organizzate, nel dare lezioni private, nel fare catechismo. Fonda a Bagnoli, il 3 novembre 1928, con altre tre giovani, la nuova famiglia religiosa delle Suore “Piccole Missionarie Eucaristiche”. Esse alloggiano in una casa presa in affitto al rione Ferrara, francescanamente povere nei mezzi. Collaborando con generosità alle iniziative e richieste del vescovo, madre Ilia invia le suore nei cantieri della ricostruzione dalla guerra, fra gli operai, negli orfanotrofi e nelle colonie per ragazzi, numerose nel dopoguerra. Nonostante l’intensa attività, l’approvazione pontificia giunge nel 1974, quando le suore ormai erano giunte anche in Brasile. Nello spirito di fede e carità, che la guidò in ogni circostanza della sua vita, accettò abbandonata alla volontà di Dio, la lunga malattia nei suoi ultimi anni, finché non sopraggiunse la morte il 23 marzo 1977.
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Messaggero di Sant'Antonio