Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Sebastiano de Aparicio, religioso francescano (1502-1600), beato

Sebastiano è spagnolo di La Gudiña, in Galizia, dove nasce il 20 gennaio 1502. Umile e povero contadino, trascorre la fanciullezza pascolando le greggi. Dopo aver cercato nella più ricca provincia di Castiglia maggiore fortuna, ritorna tra le sue pecore, riuscendo in otto anni di lavoro ad accumulare una certa fortuna, che gli consente di emigrare in Messico. Stabilitosi a Puebla, riesce a far fortuna, ma non si dimentica dei poveri. Rimasto due volte vedovo, viene accolto come fratello laico nell’Ordine dei Frati Minori. Il fervore, l’umiltà e l’obbedienza che lo animano abitualmente, nonostante l’età avanzata, sono di esempio ai confratelli. Vive il resto della vita peregrinando per le campagne su un carro trainato dai buoi e chiedendo l’elemosina per la comunità e per i poveri. Muore a Città del Messico il 25 febbraio 1600.
FebbraioGennaioMarzo
Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio