Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Luca Belludi, sacerdote francescano (1200-1286), beato

Luca Belludi nasce a Padova verso il 1220 da una nobile famiglia locale. Fattosi francescano, è discepolo e fedele compagno di sant’Antonio nell’ultimo periodo della sua vita. Dotato di ottima cultura, fra Lu­ca probabilmente aiuta il Santo nella stesura dei Sermones. Di certo gli è vicino nel ritiro di Camposampiero nell’Alta padovana, e nel momento del suo trapasso a Cella, alle porte di Padova. Le sue preghiere, poi, ottengono dal confratello Antonio, già salito al cielo e proclamato santo, la liberazione di Padova dalle prepotenze del tiranno Ezzelino da Romano (20 giugno 1256). Si spegne a Padova il 17 febbraio 1286 e le sue spoglie mortali riposano nella basilica del Santo, accanto a quelle del confratello di cui è stato amico fedele.
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Messaggero di Sant'Antonio