Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Santi da Ripatransone, sacerdote francescano (1550-1595), venerabile

Originario di Ripatransone (Ascoli Piceno), fu battezzato col nome di Oliviero. Da piccolo fu affidato ad un sacerdote, sia per gli studi che per svolgere il servizio di ministrante in chiesa. A diciassette anni fu accolto nel convento dei francescani osservanti di Massa. Fu superiore in vari conventi e confessore di monache, finché a Roma chiese di entrare a far parte del convento riformato di S. Francesco a Nazzano (Roma), dove visse nella più radicale povertà e semplicità, nel silenzio e nella preghiera, finché venne trasferito nel convento di S. Francesco a Ripa, a Roma. Qui si fece conoscere anche per la sua carità ai malati e ai poveri. Morì il 13 gennaio 1595, nel convento di S. Maria Seconda di Morlupo, presso Roma, anche in seguito al freddo patito continuando imperterrito a girare scalzo e malamente vestito.
GennaioFebbraio

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Messaggero di Sant'Antonio