Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Geremia Lambertenghi, sacerdote del Terzo Ordine Regolare (1440-1513), beato

Originario di Como, dopo una giovinezza in cui si distinse ben presto per il suo vivo desiderio di intima unione con Dio e per l’amore verso i poveri, a vent’anni vestì l’abito del Terz’Ordine Regolare di san Francesco nell’eremo di S. Donato sul Monte Brunate. Si distinse per una vita improntata alla povertà radicale e alla penitenza anche corporale, che gli meritarono il titolo di “martire dei chiostri”. Ricercato confessore e direttore spirituale, pur essendo sacerdote non mancò tuttavia di esercitare l’ufficio di questuante. Ciò gli offrì l’opportunità di entrare nelle case dei malati, ottenendo talvolta dal Signore la loro guarigione. Morì il 25 marzo del 1513 nel convento di S. Maria di Valverde a Forlì, ed è ora sepolto nel duomo della stessa città.
MarzoFebbraioAprile

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Messaggero di Sant'Antonio