Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Tommaso Placidi, sacerdote francescano (1655-1729), santo

È Cori, piccolo borgo della provincia di Latina, a dare i natali, il 4 giugno 1655, a Francesco Antonio Placidi. Rimasto orfano di entrambi i genitori a soli quattordici anni, è lui a prendersi cura della famiglia fino a quando, ventiduenne, decide di farsi frate, accolto nel convento dei frati minori di Orvieto, con il nome di fra Tommaso. Completati gli studi di teologia, nel 1683, a Velletri, è ordinato sacerdote. Dopodiché, si dedica all’apostolato nella diocesi di Subiaco e dintorni, imponendosi per consistenza di dottrina e lucidità di esposizione. Per il gran seguito che ha e per la capacità di riportare la pace fra persone in conflitto tra loro, e di riformare i pubblici costumi, viene chiamato «l’apostolo del Sublacense». È frate esemplare, maestro di santità ed esperto direttore spirituale. Durante la celebrazione della messa, ha il dono di celesti visioni. Il suo nome è anche legato alla creazione di «Ritiri», luoghi di raccoglimento e di preghiera molto cari all’Ordine francescano e sostenuti, in questo torno di tempo, dal beato Bonaventura da Barcellona. Sul suo esempio, fra Tommaso fonda i «ritiri» di San Francesco a Civitella (ora Bellegra) e a Palombara Sabina. Fra Tommaso muore l’11 gennaio 1729.