Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Pietro Battista Blasquez e compagni, francescani protomartiri del Giappone (†1597), santi

Di famiglia nobile, Pietro Battista nasce in Castiglia nel 1542, studia all’università di Salamanca e nel 1564 entra nell’Ordine francescano. Ordinato sacerdote, segue la vocazione missionaria: va a predicare il Vangelo prima in Messico, poi nelle Filippine e, infine, nel 1593, viene mandato con altri cinque confratelli in Giappone. Convincenti predicatori, riescono a convertire molti alla fede cristiana; costruiscono chiese e ospedali, attirandosi l’ira di bonzi e governatori, in particolare dello shogun Taikosama, che fa arrestare p. Pietro Battista, assieme ai cinque confratelli e a diciassette iscritti all’Ordine francescano secolare. Invitati a rinnegare la fede cristiana, tutti rifiutano e perciò vengono condannati a morte. Il 5 febbraio 1587 sono crocifissi sulla collina di Nagasaki (ora detta la «Santa Collina»). Insieme con loro muoiono il gesuita Paolo Miki e due suoi catechisti. La folla, portata lì perché copra di ingiurie i condannati, segue la loro agonia con commossa ammirazione.