Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Alfonsa dell’Immacolata Concezione, religiosa francescana (1910-1946), santa

Indiana, della città di Kerala, Alfonsa (Anna Muttathupadathu) nasce nel 1910 in seno a una famiglia di ferventi cristiani, di rito siro-malabarico, dai quali impara sin da piccola a vivere con coerenza il Vangelo, impegnandosi nello studio della dottrina cattolica, nella preghiera e nella carità verso il prossimo, in particolare i più bisognosi. Terreno ideale per far crescere il seme della vocazione alla vita consacrata che sente germogliato dentro di sé e che accoglie con entusiasmo. Per darle seguito, deve vincere le lusinghe e le pressioni di parenti e amici, che hanno previsto per lei il matrimonio. Nel 1930, compiuti gli studi superiori, entra nel monastero delle Francescane Clarisse. Una malattia, miracolosamente poi superata, la obbliga a interrompere la preparazione al noviziato, che riprende a guarigione avvenuta. Nel 1936 può emettere la professione religiosa. Poi è ancora la malattia a infierire su di lei, anzi una serie di malattie. Un calvario, che lei percorrere con serenità portando, a imitazione di Cristo, la croce del dolore e della sofferenza, offrendosi come vittima al Signore per il bene della Chiesa. Costretta all’inazione, si dedica con fervore a coltivare la vita spirituale e alla preghiera, sorretta da una fede ardente, dalla ferma speranza e dalla carità verso Dio e il prossimo. Conclude la sua breve esperienza terrena, ricca di meriti, a Bharananganam, il 28 luglio 1946.
LuglioGiugnoAgosto

Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio