Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Benedetto Negro, religioso francescano (†1647), venerabile

Originario della Palestina, passato a vivere in Sicilia, a Palermo, si fece frate francescano nel ramo riformato dei conventuali. Per le sue doti di santità, venne più volte nominato guardiano del convento. Da subito molti miracoli gli venero attribuiti (tra l’altro di aver trovato misteriosamente l’olio necessario per far ardere la lampada davanti alla tomba di santa Rosalia, nel monte Pellegrino, santa di cui era molto devoto). Cessata questa riforma, passò tra i frati minori osservanti. Stette per un po’ di tempo nell’isola di Malta, lì chiamato dal vescovo per la sua fama di santità. Morì nel convento di S. Antonio di Palermo nel 1647.
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Messaggero di Sant'Antonio