Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Anacleto González Flores, francescano secolare (1888-1927), beato

Anacleto González Flores per i messicani è «il maestro Cleto», il leader politico tra i più noti e attivi tra il 1915 e il 1927, fondatore dell’Associazione cattolica della gioventù messicana di Guadalajara e dell’Unione Popolare. Ma anche il «Gandhi messicano», perche durante la guerra civile (1926-1929) propugna il pacifismo e la lotta non violenta. Nasce il 13 luglio 1888, secondo di dodici figli di una famiglia povera di Tepatitlán, Jalisco. Ragazzino, fallita l’esperienza del seminario, si dedica a vari lavori prima di conseguire, nel 1921 la laurea in Giurisprudenza. Cristiano convinto e iscritto all’Ordine francescano secolare, si impegna subito in una strenua battaglia in difesa della fede cattolica e della religiosità del popolo messicano. Opera per la quale nel 1925 Pio XI gli consegna la Croce «Ecclesia et Pontifice». Anacleto non vorrebbe coinvolgere l’Unione Popolare nella lotta armata, quando la Lega nazionale per la difesa della libertà religiosa dichiara guerra al Governo di Calles, avversario accanito e feroce persecutore dei cristiani. Ma l’assassinio di quattro amici dell’associazione cattolica della gioventù messicana, lo inducono a imbracciare le armi, pur continuando a sostenere  la non violenza. Per tale scelta il 31 marzo 1927 viene arrestato, con l’accusa di omicidio, condannato a morte e il giorno successivo ucciso assieme a tre compagni.
AprileMarzoMaggio

Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio