Il Santorale Francescano
La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…
Giuseppe Nascimbeni, sacerdote e francescano secolare (1851-1922), beato

Giuseppe nasce a Torri del Benaco (Verona), il 22 marzo 1851. Nel 1874, a 22 anni, è ordinato sacerdote. Ha inoltre il diploma di maestro, e subito viene mandato a San Pietro di Lavagno (Vr) come coadiutore del parroco e insegnante. Tre anni dopo passa coadiutore a Castelletto di Brenzone, mille abitanti. Quando il vecchio parroco muore, i capifamiglia ottengono che gli succeda lui (gennaio 1885). Tra le mille anime del paesino affacciato sul Lago di Garda, don Giuseppe esplode. Ridà slancio alla vita religiosa, stimolando l’attività e valorizzando i talenti dei laici con associazioni e confraternite. E con la stessa energia lavora per lo sviluppo civile. Crea asili, scuole per orfani, l’ospizio. Poi fa nascere un laboratorio di maglieria per le ragazze, impianta una tipografia, promuove la creazione di un oleificio, fa arrivare la cassa rurale, s’impegna per dare al paese l’ufficio postale, l’elettricità, l’acqua potabile… Così impegnato, non si capisce come riesca a pregare ogni giorno per tante ore. Lui si spiega con un motto: «Crocifisso e orologio», fede e puntualità. Si fa pure fondatore, partendo da quattro ragazze che arriveranno alla vestizione nel novembre 1892. Da esse, nel tempo, prenderà vita la congregazione delle Piccole Suore della Sacra Famiglia. Muore il 21 gennaio 1922. La salma è custodita a Castelletto, nella Casa Madre delle Piccole Suore.