Il Santorale Francescano

La Parola di Dio è faccenda “da compagnia”. In compagnia della Chiesa, che ce l’ha trasmessa. In compagnia di tanti cristiani che, anche a proprio rischio, la leggono, la meditano e cercano di viverla. In compagnia di tanti santi: come sant’Antonio di Padova, che ad essa ha dedicato tutto se stesso, e la sua lingua, o come san Francesco, che se l’è trovata impressa nella carne! Come santa Chiara, che ne ha fatto la regola della vita sua e delle sue sorelle a S. Damiano. Come tanti santi francescani, frati, suore, laici: conoscerli ce li rende compagni di strada, giorno per giorno, possibilità concreta per noi di una vita vissuta per Dio e i fratelli. In una santità che trascina con sé tutto il “peso” della nostra carne, della nostra storia, dei nostri sogni e delle nostre fatiche. Come le belle illustrazioni di Luca Salvagno ci mostrano…

Benedetto Larcari detto il Moro, religioso francescano (1526-1589), santo

Siciliano, di San Fratello nel Palermitano, dove nasce nel 1526, è detto il Moro, essendo i suoi genitori di origine moresca, discendenti da schiavi negri portati dall’Africa. Prima di entrare nel 1562 nel convento dei frati minori di Santa Maria di Gesù, a Palermo, vive l’esperienza eremitica nella comunità fondata da Girolamo Lanza, che ha scelto a modello di vita la regola di san Francesco: nei dintorni di Penna e poi sul Monte Pellegrino, sopra Palermo, dove gli eremiti si trasferiscono per vivere in maggior solitudine. Essendo semplice fratello laico, non sacerdote, gli è affidata la cucina, umile incarico che egli svolge con tanta diligenza e disponibilità da meritare la stima di tutti. Per questo nel 1578 è nominato superiore della comunità, che guida per tre anni con saggezza, prudenza e carità. Con eguale sapienza e lucidità svolge l’incarico di maestro dei novizi, accompagnandoli nei loro primi passi verso la vita religiosa francescana. Infine, ritorna tra i piatti e le pentole della cucina, dove continua a ricevere i tanti, anche sacerdoti e persone di cultura, che si rivolgono a lui, attratti dalla sua spirituale sapienza e dalla sua santità di vita. Muore il 4 aprile 1589.
AprileMarzoMaggio

Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio