Mc 7,24-30

Guarigione che sazia

Guarigione che sazia

Giovedì V Settimana del Tempo ordinario
1Re 11,4-13            Sal 105           Mc 7,24-30

Gesù passa per il territorio di Tiro che è prevalentemente pagano e nel quale era già conosciuto; per questo motivo il suo soggiorno esclude ogni intento missionario. Gesù non approfitta del contesto a lui favorevole, ma rimane fedele al suo mandato confinato alle pecore sperdute della casa d’Israele. Eppure la donna pagana si sente comunque raggiunta da Colui che solo può entrare nella sua storia, magari fatta di peccato, di incredulità, fatta anche del male che non lascia in pace la figlia. Davanti alla donna che gli si fa incontro e lo supplica di liberare la figlia, Gesù risponde parlando di pane destinato a saziare, perché questo è il senso di tutta la sua attività fatta di insegnamenti, di guarigioni, di segni prodigiosi.

E la donna decide di prendere con fede il pane che il Signore le dà, di prendere la Parola che fa guarire la figlia anche a distanza. Lei si fida, la figlia guarisce e lei è sazia della sua esperienza con Gesù.

 

Signore Gesù, donaci di saperci saziare della Tua Parola.

 

Dalla Leggenda maggiore di San Bonaventura [FF 1082]

Ormai l’Ordine si era molto esteso e perciò Francesco si proponeva di far confermare in perpetuo da papa Onorio la forma di vita già approvata dal suo predecessore, papa Innocenzo. Dio lo incoraggiò in questo proposito mediante una rivelazione. In questo modo: gli sembrava di aver raccolto da terra delle minutissime briciole di pane, per distribuirle a molti frati affamati, che gli stavano intorno. Aveva timore che, nel distribuirle, quelle briciole così piccole non gli cadessero magari di mano. Ma una voce dall’alto gli disse: “Francesco, con tutte queste briciole, fa un’ostia sola e porgi a chi vorrà mangiare”. Mentre egli così faceva, tutti quelli che non ricevevano il dono con devozione, oppure, dopo averlo ricevuto, lo disprezzavano, subito si distinguevano dagli altri, perché diventavano lebbrosi.  […] Il giorno seguente, mentre pregava con grande perseveranza, sentì venire dal cielo questa voce: “Francesco, le briciole che hai visto la notte scorsa sono le parole del Vangelo; l’ostia è la Regola; la lebbra è l’iniquità”.

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ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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