Seminare compassione, non vento

Martedì XIV Settimana del Tempo Ordinario
Os 8,4-7.11-13   Sal 113b   Mt 9,32-38

 Gesù viene per rivelarci la compassione del Padre che lui incarna con tutto se stesso e rende molto concreto: fa parlare i muti, si accorge della nostra stanchezza, si prende cura di noi come fa un pastore con le sue pecore. Noi sappiamo bene quanto spesso le nostre parole portano tempesta. Oggi la parola ci chiede di accorgerci che spesso seminiamo vento… Con Gesù impariamo parole e atteggiamenti nuovi, gesti inattesi e buoni capaci di evangelizzazione, di consolazione, di comunione. Con la nostra parola noi incontriamo la “messe” in attesa di Gesù e abbiamo il privilegio di seminare semi della sua parola. E, oggi, Gesù ancora ci dice che la sua compassione è dalla nostra parte, perché abbiamo bisogno di libertà da tutto ciò che ci impedisce il dialogo benevolo per essere suoi operai e comprenderne tutta la dignità.

Signore Gesù, insegnaci la tua compassione.

Dalla Vita Seconda di Tommaso da Celano [FF 635]
Mentre il Santo era sul monte della Verna, chiuso nella sua cella, un confratello desiderava ardentemente di avere a sua consolazione uno scritto contenente parole del Signore con brevi note scritte di proprio pugno da san Francesco. Era infatti convinto che avrebbe potuto superare o almeno sopportare più facilmente la grave tentazione, non della carne ma dello spirito, da cui si sentiva oppresso. Pur avendone un vivissimo desiderio, non osava confidarsi col Padre santissimo ma ciò che non gli disse la creatura, glielo rivelò lo Spirito. Un giorno Francesco lo chiama: “Portami -gli dice- carta e calamaio, perché voglio scrivere le parole e le lodi del Signore, come le ho meditate nel mio cuore”. Subito gli portò quanto aveva chiesto, ed egli, di sua mano, scrisse le Lodi di Dio e le parole che aveva in animo. Alla fine aggiunse la benedizione del frate e gli disse: “Prenditi questa piccola carta e custodiscila con cura sino al giorno della tua morte”. Immediatamente fu libero da ogni tentazione, e lo scritto, conservato, ha operato in seguito cose meravigliose.

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Comunità francescana delle sorelle
ARTICOLO DI: Comunità francescana delle sorelle

“Siamo sorelle francescane... Sorelle perché condividiamo la gioia della consacrazione totale della nostra vita a Dio, vivendo insieme in comunità. Nell'apostolato e nella laicità della vita ordinaria, desideriamo essere sorelle di tutti testimoniando e aiutando a conoscere la consolazione di Dio per ciascuno. Francescane perché ci piace e cerchiamo di imitare il modo semplice e radicale di seguire il Signore Gesù che San Francesco e Santa Chiara ci hanno indicato. "Pane e Parola" è una preghiera che abbiamo scelto di vivere accanto alle lodi mattutine. Il Vangelo del giorno, pregato e meditato comunitariamente davanti a Gesù Eucaristia, è per noi il mandato quotidiano che ci incoraggia e sostiene nel vivere la nostra vocazione. Nello spirito di comunione e collaborazione con i frati, accogliamo volentieri l'invito a condividere il testo che prepariamo ogni giorno per questa preghiera. www.comunitasorelle.org”

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