da viandanti a Pellegrino

da viandanti a Pellegrino

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana,] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. [...] Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. (Lc 24, 13-35)

Solennità della Domenica di Pasqua di Resurrezione del Signore – La liturgia serale del giorno di Pasqua propone, come è noto, il Vangelo dei discepoli di Emmaus. Nella ricchezza sovrabbondante ed estasiata di testi scritturistici che caratterizza la liturgia pasquale, a partire dalla veglia del sabato notte, ecco la pagina che si accorda anche nel momento serale della giornata festiva con l’apparizione del Risorto ai discepoli sfiduciati e rassegnati, tanto da farli diventare missionari!

Riflette sant’Agostino: «Accogli l’ospite, se vuoi conoscere il Salvatore. Ciò che aveva portato via l’infedeltà, lo restituì l’ospitalità. Il Signore, dunque, si fece conoscere nella frazione del pane. Imparate dove cercare il Signore, imparate dove possedere, dove conoscere, quando mangiate. I fedeli infatti hanno conosciuto in questa lezione qualcosa che meglio comprendiamo e che quei tali non conobbero. “Cristo si è assentato con il corpo perché si edificasse la fede”. Il Signore è stato conosciuto; e dopo essere stato conosciuto, mai più ricomparve. Si separò da loro con il corpo, colui che era trattenuto dalla fede. Per questo infatti il Signore si assentò con il corpo da tutta la Chiesa, e ascese al cielo, perché si edificasse la fede».

Colui che «fu visto da Simone» è il medesimo che anche noi «riconosciamo».

Il Vivente ci è venuto incontro mentre scendevamo da Gerusalemme (cf. parabola del buon samaritano, sempre di Luca). Ci ha visto: ci si è fatto vicino, ci ha medicato con il suo olio e il suo vino. Il nostro cuore ha ricominciato ad ardere, intuendo nella sua parola la verità nostra e di Dio; i nostri occhi si sono spalancati, riconoscendolo nel pane. Ormai lui è in noi e noi in lui. Il nostro cammino diventa il suo.

L’eucaristia si fa missione: diventiamo suoi testimoni, iniziando da Gerusalemme fino agli estremi confini della terra. La nostra vita è la sua stessa: quella del Figlio che va verso i fratelli. Avendo sperimentato la cura del Samaritano per noi, possiamo obbedire al suo comando che ci dà la vita eterna; «Va’, e anche tu fa’ lo stesso» (10,37). L’incontro con lui attraverso la Parola e il pane continuamente ci guarisce: i nostri piedi si volgono dalla fuga al suo stesso cammino; il nostro volto passa dall’oscurità della tristezza alla luce della gioia; la nostra testa, confusa dal dolore per l’Assente, si dischiude alla comprensione; il nostro cuore, raggelato e lento, comincia a pulsare e ardere; i nostri occhi, appannati dalla paura, si aprono a contemplare lui; e la nostra bocca, indurita nel litigio col fratello, canta lo stesso alleluia di tutti i salvati della storia.

Siamo nati, e continuamente nasciamo, come uomini nuovi.

Bibbia Francescana ci sorprende ancora una volta. Davanti la meravigliosa pagina dei discepoli di Emmaus ci sentiamo di solito chiamati a identificarci nei discepoli con la lor fatica di credere… Solo un santo come Francesco – invece – pensa di mettersi dalla parte di Cristo!

«Una volta, nel giorno santo di Pasqua, siccome si trovava in un romitorio molto lontano dall’abitato e non c’era possibilità di andare a mendicare, memore di Colui che in quello stesso giorno apparve ai discepoli in cammino verso Emmaus, in figura di pellegrino, chiese l’elemosina, come pellegrino e povero, ai suoi stessi frati. Come l’ebbe ricevuta, li ammaestrò con santi discorsi a celebrare continuamente la Pasqua del Signore, cioè il passaggio da questo mondo al Padre, passando per il deserto del mondo in povertà di spirito, come pellegrini e forestieri e come veri ebrei. Poiché nel chiedere le elemosine egli non era spinto dalla brama del guadagno, ma dalla libertà dello Spirito, Dio, padre dei poveri, mostrava per lui una speciale sollecitudine» (San Bonaventura, Leggenda Maggiore, VII : FF 1129).

«Ecco, ogni giorno Cristo si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sopra l’altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi apostoli apparve in vera carne, così ora si mostra a noi nel pane consacrato; e come essi con lo sguardo fisico vedevano solo la sua carne ma, contemplandolo con gli occhi della fede, credevano che egli era Dio, così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, vediamo e fermamente crediamo che il suo santissimo corpo e sangue sono vivi e veri. E in tale maniera il Signore è sempre presente con i suoi fedeli così come egli dice: Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo» (san Francesco, Ammonizioni, I : FF 144).

Serena e gioiosa Pasqua da tutta la redazione di BibbiaFrancescana.org .

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Andrea Vaona
ARTICOLO DI: Andrea Vaona

“fr. Andrea Vaona - francescano conventuale, contento di essere frate. Nato sul limitare della laguna veneta, vive in città con il cuore in montagna, ma volentieri trascina il cuore a valle per il servizio ministeriale-pastorale e quello di insegnante di storia ecclesiastica in "Facoltà teologica del Triveneto" e nell’ "Istituto Teologico S.Antonio dottore" a Padova. Scrive (poco) e legge (molto). Quasi nativo-digitale, ha uno spazio web: frateandrea.blogspot.com per condividere qualche bit e idea.”

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