“Audite poverelle”… un canto per le Clarisse

“Audite poverelle”… un canto per le Clarisse

«Audite, poverelle dal Signore vocate, ke da multe parte e provincie sete adunate…» (Aud: FF 263). Questo testo, il cui manoscritto è stato ritrovato presso il monastero di Novaglie (Verona), è presente nelle Fonti Francescane nella sezione dedicata alle preghiere di Francesco. Le coordinate spazio-temporali di questa lauda ci sono date dalla Compilazione d’Assisi (una delle varie biografie di San Francesco) che così narra: «Il beato Francesco soggiornò a San Damiano per cinquanta giorni e più. Non essendo in grado di sopportare di giorno la luce naturale, né durante la notte il chiarore del fuoco, stava sempre nell’oscurità in casa e nella cella […]. Soffriva così atroce dolore agli occhi, che quasi non poteva riposare e dormire» (CAss 84: FF 1614); «In quello stesso luogo fece alcune sante parole con melodia, a maggior consolazione delle povere signore del monastero di San Damiano, soprattutto perché le sapeva molto contristate per la sua infermità. E poiché, a causa della sua malattia, non poteva visitare e consolare personalmente, volle che, quelle parole gliele facessero sentire i suoi compagni» (CAss 85: FF 1617). Francesco è molto malato, ma non è ripiegato sul suo dolore, nonostante l’infermità è capace di attenzione verso l’altro, verso chi soffre accanto a lui e per lui; conosce il cuore contristato di Chiara e delle Sorelle. È proprio questa sollecitudine che lo spinge a comporre questa lauda che, più che un’esortazione, è come sempre, un precedere con l’esempio.
«Audite, poverelle»: l’esordio di Francesco fa riecheggiare i numerosi inviti biblici all’ascolto della Parola del Signore, buona notizia rivelata innanzitutto ai poveri, perché a loro appartiene il Regno. «Viviate sempre en veritate»: Francesco aveva sicuramente impresso nella mente la preghiera sacerdotale con la quale Gesù ha pregato di “santificare nella verità” i suoi discepoli, cioè di aiutarli ad essere “perfetti nell’unità”. Questo è il messaggio centrale dell’esortazione e il desiderio profondo di frate Francesco: che anche le Sorelle camminino in verità e carità, così che «sora nostra morte corporale» le «troverà ne le Tue santissime voluntati» (Cant 30: FF 263).
«Non guardate a la vita de fore ka quella dello spirito è migliore»: nessun divieto di contemplare il mondo, riflesso dell’amore del Signore, contrapponendolo al mondo claustrale! Piuttosto una raccomandazione a Chiara, e alla comunità, che stava conducendo una vita ascetica sulla quale Francesco aveva qualche riserva: troppi digiuni e penitenze! Le esorta a considerare il primato della “vita dello Spirito” sull’ascetismo esteriore e ricorda loro di accettare le elemosine, dono del Signore, usandole con «moderazione» anche per la cura del corpo.
«Quelle ke sunt aggravate de infirmitate et l’altre ke per loro suò affaticate tutte quante lo sostengate en pace»: per dirla con san Paolo, Francesco sta loro dicendo: «portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo» (Gal 6,2). La verità suprema del cristiano è l’amore, quello che Dio riversa ogni giorno su di noi e che ci permette di sostenere la nostra croce e quella dei fratelli, arrivando così insieme alla vita eterna, là dove il Signore renderà le «signore povere», «regine»!
Con questa lauda Francesco realizza in pieno la promessa fatta fin dagli inizi alle Sorelle di San Damiano e che Chiara, intelligentemente, inserirà nella sua Forma di Vita: «Voglio e prometto di avere sempre di voi, come dei miei frati, per mezzo mio e per mezzo loro, cura diligente e sollecitudine speciale» (Fvit 4: FF 2788).

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Clarisse urbaniste
ARTICOLO DI: Clarisse urbaniste

“Sorelle Clarisse – Federazione urbanista. Donne che hanno scelto di seguire più da vicino Gesù, seguendo la testimonianza di vita di san Francesco e santa Chiara, nella vita fraterna, nella povertà e nella preghiera quotidiana. «Dietro una grata», come semplificando si sente dire dai più, per cercare di immaginarsi cosa sia la clausura e la vita contemplativa. La Federazione di Santa Chiara d’Assisi delle Monache Clarisse Urbaniste d'Italia è formata dai Monasteri che professano la Regola delle Suore di S. Chiara promulgata da Papa Urbano IV nel 1263. Da qui il nome di Clarisse Urbaniste. Siamo dislocate in tutta Italia e abbiamo 3 monasteri all’estero: in Venezuela, Messico e Romania. Info: www.clarisse.it”

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