davvero fanno strada

davvero fanno strada

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: / egli preparerà la tua via. / Voce di uno che grida nel deserto: / Preparate la via del Signore, / raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme.
E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico.
E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo» (Mc 1,1-8).

2′ Domenica di Avvento – anno B – Nel I secolo “vangelo” non indica ancora il genere letterario di cui l’opera di Marco è forse il primo esempio, ma l’annuncio della Chiesa su Gesù, in quanto fonte di gioia. Più raramente, designa la predicazione di Gesù. La specificazione “di Gesù” può riferirsi sia al soggetto sia all’oggetto del lieto annuncio.

Purtroppo l’assidua frequentazione con la Parola di Dio può generare sovente un senso di “già ascoltato” che attenua la forza innovatrice che è sempre presente nella Parola. Durante le calde assolate giornate estive capita nella mia città di vedere molti operai al lavoro per sistemare lunghi tratti di strada ancora fatta di sampietrini. Un lavoro oltremodo faticoso: si dice che non si trovino più operai capaci e disponibili per questo servizio. Qualcuno li deride pure, chiedendosi il perché di tutto questo quando basterebbe una bella colata di asfalto…

“Eppure loro davvero fanno strada!…” mi dicevo in cuor mio facendo vibrare spontaneamente una Parola che affiorava da sola mentre gli occhi vedevano la scena. Quante strade irrorate di sudore ha visto la storia. Anche la nostra penisola nasconde ancora molti metri di strade romane antiche, costruite così bene che hanno resistito millenni là dove non siano state dismesse per recuperarne i materiali di costruzione. Quanti chilometri di mulattiere innervano le nostre Dolomiti, preparate da migliaia di giovani strappati dalla Grande Guerra agli affetti familiari e ad una vita di pace…: loro non ci sono più, molti non tornarono dalla guerra. Le loro strade sono ancora là… a raccontarci di loro e della follia della guerra.

L’invito di Giovanni il Battezzatore che richiama i  profeti Malachia (3,1) e Isaia (40,3) è forse da prendere allora sul serio e non solo come immagine poetica. Preparare la via del Signore, preparare la via al Signore è difficile, è faticoso. E’ occasione di derisioni. Bisogna dissodare il terreno incolto della nostra personalità, scavare a fondo metro per metro delle nostre paure, laminare con strati di profezia il materiale inerte delle nostre povere sicurezze materiali. Ma attraverso questo lavoro, fatto in due millenni da migliaia di uomini e donne nella loro vita personale e individuale, Dio ha visitato il suo mondo, e continua a farlo incessantemente.

Marco ci illustra – in questi pochi versetti che aprono maestosamente il suo racconto – che “il vangelo = la Buona Notizia” di Dio, rivelata da Gesù, non è caduta dal cielo, ma viene da lontano, attraverso la storia. Ed ha un precursore, qualcuno che ha preparato la venuta di Gesù. Anche per noi, la Buona Notizia viene attraverso le persone e gli eventi ben concreti che ci indicano il cammino che porta a Gesù. Per questo, nel meditare il testo di Marco, conviene non dimenticare questa domanda: «Lungo la storia della mia vita, chi mi ha indicato il cammino verso Gesù?». Ed ancora un’altra domanda: «Ho aiutato qualcuno a scoprire la Buona Notizia di Dio nella sua vita? Sono stato precursore per qualcuno?».

Bibbia francescana ci segnala un’eco curiosa di questi versetti marciani. E’ san Bonaventura che nella sua Leggenda maggiore (III, 7 : FF 1059) riporta in questo modo una delle volontà di Francesco per i suoi fratelli inviati in missione:

«Andate – disse il dolce padre ai figli suoi –; annunciate agli uomini la pace; predicate la penitenza per la remissione dei peccati. Siate pazienti nelle tribolazioni, vigilanti nell’orazione, valenti nelle fatiche, modesti nel parlare, gravi nel comportamento e grati nei benefici, giacche´ , in compenso di tutto questo, è preparato per voi il regno eterno». Quelli, inginocchiati umilmente davanti al servo di Dio, accoglievano con intima gioia la missione della santa obbedienza.

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Andrea Vaona
ARTICOLO DI: Andrea Vaona

“fr. Andrea Vaona - francescano conventuale, contento di essere frate. Nato sul limitare della laguna veneta, vive in città con il cuore in montagna, ma volentieri trascina il cuore a valle per il servizio ministeriale-pastorale e quello di insegnante di storia ecclesiastica in "Facoltà teologica del Triveneto" e nell’ "Istituto Teologico S.Antonio dottore" a Padova. Scrive (poco) e legge (molto). Quasi nativo-digitale, ha uno spazio web: frateandrea.blogspot.com per condividere qualche bit e idea.”

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