pietre di scarto

pietre di scarto

E Gesù disse loro:
«Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”? [Sal 118,22-23]
Perciò io vi dico:
a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti» (Mt 21,42-43).

Domenica XXVII del tempo ordinario, anno A – L’uditorio di Gesù è sempre molto preciso e rapido a sentenziare di fronte alle vicende raccontate dal Maestro nelle sue parabole. Le parabole presentate nelle ultime domeniche ne sono il chiaro esempio. Finché c’è da giudicare sulle vicende (o melafatte) altrui, tutti molto reattivi!

La parabola dei contadini omicidi non si sottrae a questa dinamica. Ma l’uditorio delle comunità cristiane (già da quelle più antiche) intravede in questo racconto la vicenda di Cristo, il Figlio inviato dal Padre, e poi ucciso: ma che risusciterà. E la citazione del Salmo 118 svela che ciò che venne considerato inutile, “pietra di scarto”, in realtà era la “pietra d’angolo” per costruire solidamente una nuova umanità: l’umanità di coloro che nella morte non vedono la fine o una fine, ma un “passaggio” nella promessa di vita eterna.

Rovesciamenti di valori. Lo sguardo di Dio, lo sguardo degli uomini. La coincidenza fra questi due movimenti apparentemente contrari coincide con la logica dell’incarnazione, così come la sintetizza Ireneo di Lione: «Dio diventa figlio dell’uomo affinché l’uomo diventi figlio di Dio».

Un celebre e ammirato monumento religioso porta in sé questa scelta di fondo:

«Mentre l’architetto Gaudí passeggiava intorno al suo cantiere egli osservava la costruzione delle altre case vicine, case popolari, di semplicissima fattura. Lo sguardo di Gaudí si fermò sulla quantità di materiale che pur nella semplicità di quelle costruzioni veniva scartato. In particolare luccicavano ai suoi occhi i pezzi di maiolica rotta. Inutilizzabile, essa era «rigettata dai costruttori». Allora risuonò in lui il versetto del salmo 118, che Gesù stesso utilizza per parlare della sua morte e risurrezione: «La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo (…) una meraviglia ai nostri occhi» (Sal 118,22-23). Ecco la quarta chiave ermeneutica dell’intera Sagrada familia. [...] Per Gaudí lo scartato, simbolo di quella popolazione proletaria che si sente dimenticata da tutti, sì proprio lo scartato è ciò che Dio sceglie per comporre il mosaico della sua Gloria» (Jean-Paul Hernández, Omelia di pietra. La Sagrada familia e il compimento spirituale di Gaudí, in “Il Regno – Attualità”, 20/2010, p.685).

Bibbia Francescana anche questa settimana segnala che il brano matteano non ha riscontri diretti nelle Fonti Francescane.

Richiamiamo però qui il noto episodio del sogno di papa Innocenzo III. Francesco – disprezzato dai più per la sua follia evangelica – si rivela essere il nuovo valido sostegno inviato da Dio per evitare lo sfacelo della Chiesa:

«Il vicario di Cristo ascoltò attentamente (…) e, pieno di meraviglia, riconobbe senza ombra di dubbio che, in quell’uomo, aveva parlato Cristo. Ma si sentì anche rassicurato, per suggerimento dello Spirito divino, che si sarebbe realizzata in quell’uomo una visione, che egli aveva ricevuto dal cielo in quella circostanza. Infatti, come egli raccontò , in sogno vedeva che la basilica del Laterano ormai stava per rovinare e che un uomo poverello, piccolo e di aspetto spregevole, la sosteneva, mettendovi sotto le spalle, perché non cadesse. “Veramente – concluse il pontefice – questi è colui che con la sua opera e la sua dottrina sosterrà la Chiesa di Cristo”» (Leggenda Maggiore 3,10 : FF 1064)

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Andrea Vaona
ARTICOLO DI: Andrea Vaona

“fr. Andrea Vaona - francescano conventuale, contento di essere frate. Nato sul limitare della laguna veneta, vive in città con il cuore in montagna, ma volentieri trascina il cuore a valle per il servizio ministeriale-pastorale e quello di insegnante di storia ecclesiastica in "Facoltà teologica del Triveneto" e nell’ "Istituto Teologico S.Antonio dottore" a Padova. Scrive (poco) e legge (molto). Quasi nativo-digitale, ha uno spazio web: frateandrea.blogspot.com per condividere qualche bit e idea.”

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