tornare in Galilea

tornare in Galilea

Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba.
Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.
Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno» (Mt 28,1-10).

Pasqua 2017 – anno A – Elementi propri del racconto di Matteo sulla risurrezione di Gesù sono il terremoto, l’angelo e le guardie. L’angelo fa rotolare la pietra dal sepolcro sigillato (cf. Mt 27,66) e vi si siede sopra in segno di dominio (v. 2b). Con il suo aspetto  sfolgorante spaventa le guardie, ivi poste per incutere paura (v. 4)! Fa coraggio invece alle due donne (v. 5), Maria Maddalena e «l’altra Maria», probabilmente la madre di Giacomo il minore (v. 1; cf. Mc 15,40; 16,1), invitandole a «vedere» il sepolcro vuoto (v. 6). Esse corrono a portare l’annuncio ai discepoli «con timore e gioia grande» (v. 8). Inoltre solo Matteo racconta l’apparizione del Risorto alle donne (vv. 9-10) e il duplice incarico affidato loro, prima dall’angelo e poi da Gesù, di dire ai discepoli di recarsi in Galilea (vv. 7.10).

Intorno al Risorto si forma in Matteo la più alta concentrazione di verbi di moto: «andarono a visitare» (v. 1), «venite a vedere» (v. 6), «andate a dire» (v. 7), «vi precede» (v. 7), «abbandonato in fretta [ ... ] corsero» (v. 8), «venne loro incontro» (v. 9), «avvicinatesi» (v. 9), «andate ad annunziare [ ... ] vadano» (v. 10). In Matteo le donne sono esplicitamente inviate ad annunciare ai discepoli che Gesù «è risuscitato dai morti» (v. 7). Esse eseguono la missione in modo esemplare, mettendo in evidenza l’atteggiamento interiore che anima tutto quel movimento: «In fretta [ ... ] con timore e gioia grande [ ... ] corsero a dare l’annuncio» (cf. v. 8). «Gesù venne loro incontro» (v. 9) – Le donne, prime inviate a portare il messaggio pasquale, sono anche le prime ad avere un’apparizione di Gesù. Egli le saluta, o meglio le invita a «rallegrarsi» (secondo il verbo greco chairete: v. 9a) e a «non temere» (v. 10a). La reazione di Maria di Magdala e dell’«altra Maria» è piena di affetto e di fede: «Avvicinatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono» (v. 9b). Gesù le incarica di annunciare ai discepoli (che chiama «fratelli» nonostante la loro fuga durante la passione) di recarsi in Galilea: «Là mi vedranno» (v. 10b; cf. v. 7: «Là lo vedrete»).

Leggo e rileggo.
Il messaggio mi si fa più chiaro. E’ solo “andando” ad annunciare il Risorto, che le donne “vedono” e “toccano” il Risorto!
Solo la fede produce questo.
L’esperienza normale sarebbe: “vedo” e “tocco”… allora vado!
La fede: vado! E “andando” incontro il Risorto, lo “vedo” e lo “tocco”… e continuo ad andare per annunciare.
Annunciare che cosa? Che ho creduto, e credendo mi fido, e fidandomi vado, e andando incontro il Risorto, e allora continuo ad andare…
Che sia il vero segreto di una vita di fede? Che obbedendo di annunciare un “vuoto” (di una tomba… di senso nella vita…) incontro il Tutto che è Dio, che è la «via, verità e vita» (Gv 14,6)?

Andare dove?
«…in Galilea: “Là mi vedranno”» (v. 10). Per i discepoli non è solamente un “andare” , è un “ritornare”. Ritornare dove Gesù di Nazareth ha iniziato la sua missione (Mt 4,12ss) e dove ha chiamato i primi quattro (vv. 18-22) e dove sale sul monte (cap. 5,1ss).
Si torna, ma non più gli stessi. Si torna da traditori… per “consegnare” (il significato latino di tradere) la propria piccolezza, il proprio fallimento, il proprio peccato. Perfino il proprio dubbio persistente! «Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono» (28,17).
Attendevano il giudizio, il rimprovero: non c’è scampo, è davvero Dio se è risorto, la sua ira sarà su di noi…
Invece: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (28,19-20).
Temevano il giudizio, ricevono responsabilità; erano traditori, diventano testimoni; erano scappati sotto la croce, ora sono dispersi ai quattro venti da quel luogo “cruciale”… Se non è Pasqua (=“Passaggio” in ebraico) questa!

Francesco d’Assisi nella sua vita sperimenta le due dinamiche qui sopra.
Parte dalla sua Assisi e nell’andare incontra il Risorto: prima nell’insensatezza della guerra, poi nel lebbroso da baciare, poi nei lebbrosi, poi nei fratelli che Dio gli affida… Va’, annuncia e annunciando incontra Cristo vivente…
Pensa di essere sul serio il più grande dei vili e peccatori e diventa uno dei più grandi testimoni autentici di Cristo crocifisso e Risorto!

Francesco annuncia il Risorto vivente, con la sua vita, con le sue parole, con il suo “canto” tessuto sulla Parola di Dio (Ufficio della Passione, Salmo IX – per il Tempo di Pasqua: FF 292):

Cantate al Signore un canto nuovo, *
perché ha fatto cose meravigliose. [Sal 97,1]
La sua destra ha immolato il suo Figlio diletto, *
l’ha immolato il suo braccio santo. [cf. Sal 97,1]
Il Signore ha manifestato la sua salvezza, *
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia. [Sal 97,2]
In quel giorno il Signore ha mandato la sua misericordia, *
e nella notte il suo cantico. [cf. Sal 41,9]
Questo è il giorno fatto dal Signore: *
esultiamo in esso e rallegriamoci. [Sal 117,24]
Benedetto colui che viene nel nome del Signore, *
Dio è il Signore e risplendette tra noi. [Sal 117,26-27]
Si allietino i cieli ed esulti la terra, †
frema il mare e quanto racchiude; *
esultino i campi e quanto contengono. [Sal 95,11-12]
Date al Signore, o famiglie dei popoli, †
date al Signore la gloria e l’onore; *
date al Signore la gloria del suo nome. [Sal 95,7-8]
Gloria al Padre… Come era nel principio…

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Andrea Vaona
ARTICOLO DI: Andrea Vaona

“fr. Andrea Vaona - francescano conventuale, contento di essere frate. Nato sul limitare della laguna veneta, vive in città con il cuore in montagna, ma volentieri trascina il cuore a valle per il servizio ministeriale-pastorale e quello di insegnante di storia ecclesiastica in "Facoltà teologica del Triveneto" e nell’ "Istituto Teologico S.Antonio dottore" a Padova. Scrive (poco) e legge (molto). Quasi nativo-digitale, ha uno spazio web: frateandrea.blogspot.com per condividere qualche bit e idea.”

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