la compagnia di Maria

la compagnia di Maria

Dio onnipotente ed eterno, che doni alla tua Chiesa la gioia di celebrare in un’unica festa i meriti e la gloria di tutti i Santi, concedi al tuo popolo, per la comune intercessione di tanti nostri fratelli, l’abbondanza della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…
(Solennità di tutti i Santi, preghiera di colletta)

1 novembre, Solennità di tutti i Santi – C’è anche san Francesco d’Assisi in quella meravigliosa “teoria di santi” dipinta da Giusto de’ Menabuoi nel 1375-1376 a Padova nel soffitto emisferico del Battistero. Sembra quasi di sentirlo, nel silenzio del suggestivo ambiente, il “pacato tifo da stadio” di questa famiglia di uomini e donne che da lassù benedicono e incoraggiano il pellegrino-visitatore impegnato quaggiù nella (spesso non facile) testimonianza di fede. «Se ce l’abbiamo fatta noi, puoi farcela anche tu!».

In piedi, quasi a dirigere i “cori da stadio celestiale”, Maria, Madre di Dio. Madre della Chiesa, madre di ogni credente da quel giorno sotto la croce: “Donna, ecco tuo figlio” (Gv 19,26).

Anche Francesco – forse pure in questa dimensione vero uomo medievale – aveva colto la centralità di Maria nella questione della santità. Ogni volta che nei suoi scritti deve invocare l’aiuto o la protezione dei santi, Maria c’è.

«…E per il tuo amore supplichiamo umilmente la gloriosa e beatissima madre Maria sempre vergine, i beati Michele, Gabriele e Raffaele e tutti i cori degli spiriti beati: serafini, cherubini, troni, dominazioni, principati, potestà, virtù, angeli, arcangeli; il beato Giovanni Battista, Giovanni evangelista, Pietro, Paolo, e i beati patriarchi, i profeti, gli innocenti, gli apostoli, gli evangelisti, i discepoli, i martiri, i confessori, le vergini, i beati Elia ed Enoch e tutti i santi che furono e saranno e sono, affinché, come a te piace, per questi benefici rendano grazie a te, sommo vero Dio, eterno e vivo, con il Figlio tuo carissimo, il Signore nostro Gesù Cristo, e con lo Spirito Santo Paraclito nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia» (Regola non bollata, 23: FF 67).

«E rimetti a noi i nostri debiti: per la tua ineffabile misericordia, per la potenza della passione del tuo Figlio diletto e per i meriti e l’intercessione della beatissima Vergine e di tutti i tuoi eletti» (Parafrasi del Padre Nostro, 7: FF 272).

«Santa Maria Vergine, nel mondo tra le donne non è nata alcuna simile a te, figlia e ancella dell’altissimo sommo Re, il Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi con san Michele arcangelo e con tutte le potenze angeliche dei cieli e con tutti i santi, presso il tuo santissimo diletto Figlio, Signore e maestro. Gloria al Padre… Come era nel principio…» (Antifona, Ufficio della Passione: FF 281).

 Santa Chiara – pure lei nell’affresco! – fa vibrare a modo suo le intuizioni di Francesco:

«Io, Chiara, ancella di Cristo, pianticella del beatissimo padre nostro san Francesco, sorella e madre vostra e delle altre sorelle povere, benché indegna, prego il Signore nostro Gesù Cristo, per sua misericordia e per l’intercessione della sua santissima madre santa Maria, del beato arcangelo Michele e di tutti i santi angeli di Dio, del beato Francesco nostro padre e di tutti i santi e le sante, affinché lo stesso Padre celeste vi doni e vi confermi questa sua santissima benedizione in cielo e in terra: in terra, moltiplicandovi in grazia e nelle sue virtù , tra i suoi servi e le sue ancelle nella sua Chiesa militante; e in cielo, esaltandovi e glorificandovi nella Chiesa trionfante fra i suoi santi e sante» (Benedizione: FF 2855).

 Preghiamo con san Francesco (Saluto alla Vergine Maria: FF 259-260):

«Ave Signora, santa regina, / santa genitrice di Dio, Maria,
che sei vergine fatta Chiesa / ed eletta dal santissimo Padre celeste,
che ti ha consacrata / insieme con il santissimo suo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito;
tu in cui fu ed è / ogni pienezza di grazia e ogni bene.

Ave, suo palazzo, / ave, suo tabernacolo, / ave, sua casa.
Ave, suo vestimento, / ave, sua ancella, / ave, sua Madre.

E saluto voi tutte, sante virtù, / che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo
venite infuse nei cuori dei fedeli, / perché da infedeli / fedeli a Dio li rendiate».

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Andrea Vaona
ARTICOLO DI: Andrea Vaona

“fr. Andrea Vaona - francescano conventuale, contento di essere frate. Nato sul limitare della laguna veneta, vive in città con il cuore in montagna, ma volentieri trascina il cuore a valle per il servizio ministeriale-pastorale e quello di insegnante di storia ecclesiastica in "Facoltà teologica del Triveneto" e nell’ "Istituto Teologico S.Antonio dottore" a Padova. Scrive (poco) e legge (molto). Quasi nativo-digitale, ha uno spazio web: frateandrea.blogspot.com per condividere qualche bit e idea.”

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