Emozioni… “self selfie”

Emozioni… “self selfie”

Qualche passeggiata in montagna, camminando su ripidi sentieri che si srotolano ai nostri piedi fino alla sudata vetta… che la vediamo sempre lì con i nostri occhi ma, cavolo, non la raggiungiamo mai! Oppure una bella vacanza al mare, con rinfrescanti bagni e tuffi tra le onde per poi andare a farci letteralmente “rosolare” per bene dai raggi di fratello sole…
Una breve carrellata di come potrebbero essere in parte le nostre vacanze. Un pensiero, però, mi preme tra tanti: è quello sull’uso che facciamo dei nostri smartphone o device, come li chiamano gli esperti del settore. In tutte queste nostre esperienze in mezzo alla natura, con gli amici, nelle feste, in luoghi bellissimi… non riusciamo davvero a staccarcene. Siamo abituati ad inquadrare la situazione, il momento, lo scorcio, per fotografarlo o registrarlo e poi passare oltre, in modo che possiamo mostrare poi, al nostro ritorno, i luoghi e i momenti che abbiamo vissuto.
Per i nostri amici sembreranno cose forse anche già viste, panorami, colori ecc., se non ci fossimo noi in primo piano con un bel selfie, come, per esempio, davanti alla croce posta sulla vetta che abbiamo raggiunto.
Che belle foto certo, ma che silenzio. Che colori, ma senza sensazioni. Che particolari, ma senza profumi. Certo sull’ SdCard emozioni, sensazioni, profumi, non si “registrano”, a queste cose ancora la tecnologia mica c’è arrivata. E per fortuna, ci aggiungo io.
Ecco, allora è qui che dovremmo fare un passo indietro.
Quando siamo in vacanza, cerchiamo di raccogliere più sensazioni possibili, facciamo in modo che tutto quello che vediamo, proviamo, vogliamo rimanga bello custodito dentro di noi. Facciamo si che tutto questo arricchisca ogni nostro momento della giornata.
Al ritorno, quando i nostri amici o parenti vengono a SENTIRE come sono andate le vacanze, ecco che le sensazioni che abbiamo conservato dentro di noi potremo liberarle regalando a chi ci sta ascoltando… Una fotoviva!
Detto questo, concludo dicendo che solo attraverso le nostre parole e i nostri gesti possiamo “passare” agli altri quelle emozioni che ci permettono di donare, a chi ci ascolta, l’intensità dei momenti che abbiamo vissuto. Non solo per far rivivere la nostra magnifica vacanza, ma anche perché non abbiamo bisogno solamente di uno splendido panorama per spiegare quanto siamo felici di condividere con chi amiamo le nostre stupende emozioni, sempre.
Non abbiamo, dunque, bisogno di una vacanza per ritrovarci e colorare a parole le nostre esperienze, condividendole: perché grazie a Dio, c’è sempre qualcuno che aspetta di ascoltarci e di farsi ascoltare, ricevendone gioia. Se non è anche questa “fraternità francescana”!

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Fabio Gallo
ARTICOLO DI: Fabio Gallo

“Sono nato nel 1966 e vivo a Camposampiero (PD), sposato con 2 figlie. Ho vissuto l'esperienza di seminario a Camposampiero frequentando la scuola media e alle superiori ho studiato grafica pubblicitaria. Attualmente, lavoro al Messaggero di sant'Antonio, come grafico nella rivista Messaggero dei Ragazzi da più di vent'anni. Attraverso questo lavoro ho potuto avvicinarmi oltre alla realtà dei giovani anche alla semplicità francescana.”

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