mani bucate

mani bucate

In lingua corrente dire ad una persona che ha “le mani bucate” non è certo un complimento.

Per Gesù Cristo è invece uno dei segni qualificanti.

Con la differenza che nel primo caso il significato è simbolico (scialacquare, sperperare…), nel secondo caso è significato reale. Così reale da essere uno dei “segni particolari” della “carta d’identità” del Risorto!

«Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo». [...] «Allora (Giuseppe di Arimatea) andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura» (Gv 19,17-18.38-40).

Quel corpo appeso, quello stesso corpo staccato e deposto, quel corpo ha le mani bucate. Quelle mani che hanno sanato, indicato, preso e sollevato malati o impuri, lavorato… Quelle mani che la follia di coloro “che non sanno quello che fanno” tentavano di fermare una volta per sempre…

Quelle mani bucate si arrestano per qualche ora aperte in un abbraccio, quello della croce.

Poi per due giorni, nascostamente, andranno a liberare Adamo ed Eva scardinando le porte degli inferi e prendendo vigorosamente le mani dei progenitori, secondo la bella tradizione patristica che ha riflettuto su quelle ore di sgomento.

E “nel giorno dopo il sabato” (Gv 20,19-20):

«La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore».

Non dimentichiamolo mai: è il crocifisso che è risorto! Il Risorto è il crocifisso! Per quanto sia irrazionale la cosa (tanto da suscitare dottrine eretiche nei primi tempi della storia della chiesa) è davvero così!

Nell’esperienza spirituale di Francesco d’Assisi, allora, non è “caso” ma “provvidenza” che il Cristo che gli parla a San Damiano sia un Cristo crocifisso, con gli occhi ben spalancati sul cuore di Francesco (e sui nostri!), ma comunque un Cristo con le mani bucate…

«Guardate, fratelli, l’umiltà di Dio, e aprite davanti a lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché siate da lui esaltati.
 Nulla, dunque, di voi trattenete per voi, affinché tutti e per intero vi accolga Colui che tutto a voi si offre» (Lettera ai fedeli II,28-29: FF 221).

Anche Francesco, nella sua disperata ed appassionata volontà di essere in tutto simile a Cristo povero e crocifisso, sarà esaudito da Dio nell’esperienza della Verna. Gli effetti di quella grande esperienza mistica resteranno nascosti quasi a tutti, finché sorella morte non svelerà le tracce del risorto sul corpo di Francesco. Narra frate Elia a tutto l’Ordine, comunicando la morte di Francesco, (Lettera enciclica di frate Elia, 5: FF 309):

Detto questo, vi annuncio una grande gioia, un miracolo del tutto nuovo. Non si è mai udito al mondo un portento simile, fuorché nel Figlio di Dio, che è il Cristo Signore. Non molto tempo prima della sua morte, il fratello e padre nostro apparve crocifisso, portando nel suo corpo le cinque piaghe, che sono veramente le stimmate di Cristo. Infatti, le mani e i piedi di lui recavano come delle trafitture di chiodi, inferte da entrambe le parti, che mantenevano delle cicatrici e mostravano il colore nerastro dei chiodi. Il suo fianco appariva colpito da una lancia, ed emetteva spesso gocce di sangue.

 In questo Venerdì santo preghiamo con il Salmo VI (FF 287) composto da Francesco nel suo “Ufficio della passione”. Un “polisalmo” tessuto da Francesco con trame bibliche a lui note e care:

O voi tutti che passate per via, *
considerate e vedete se c’e` dolore pari al mio dolore.
[Lam 1,12]

Perché mi ha circondato un branco di cani, *
una banda dei malvagi mi ha assediato.
[Sal 21,17]

Essi mi hanno osservato e scrutato,
si sono divise tra loro le mie vesti *
e sulla mia tunica hanno gettato la sorte.
[Sal 21,18-19]

Hanno forato le mie mani e i miei piedi, *
hanno contato tutte le mie ossa.
[Sal 21,17-18]

Hanno spalancato contro di me la loro bocca, *
come leone che sbrana e ruggisce.
[Sal 21,14]

Come acqua sono stato versato, *
sono disperse tutte le mie ossa.
[Sal 21,15]

E il mio cuore è diventato come cera che si fonde *
in mezzo alle mie viscere.

Come coccio si è seccata la mia forza, *
la mia lingua si è attaccata alle mie fauci.
[Sal. 21,16]

Come cibo mi hanno dato fiele *
e nella mia sete mi hanno abbeverato con aceto.
[Sal 68,22]

Mi hanno condotto nella polvere di morte * [Sal 21,16]
e hanno accresciuto il dolore delle mie ferite.
[Sal 68,27]

Mi ero addormentato e sono risorto, * [cf. Sal 3,6]
e il Padre mio santissimo mi ha accolto nella gloria.
[cf. Sal 72,24]

Padre santo, tu hai preso la mia destra † [Gv 17,11]
e mi hai guidato nella tua volontà *
e mi hai assunto nella gloria.
[Sal 72,23-24]

Che altro, infatti, c’è per me in cielo? *
e da te che altro ho voluto sulla terra?
[Sal 72,25]

Guardate e sappiate che io sono Dio, dice il Signore, *
sarò esaltato fra le genti e innalzato sulla terra.
[Sal 45,11]

Benedetto il Signore Dio di Israele, † [Lc 1,68]
che ha redento le anime dei suoi servi *
con il proprio santissimo suo sangue,
[cf. Ap 5,9]

egli non abbandonerà *
tutti quelli che sperano in lui.
[Sal 33,23 Vg]

E sappiamo che egli viene, *
che verrà a giudicare ciò che è giusto.
[cf. Sal 95,13]

Gloria al Padre… Come era nel principio…

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Andrea Vaona
ARTICOLO DI: Andrea Vaona

“fr. Andrea Vaona - francescano conventuale, contento di essere frate. Nato sul limitare della laguna veneta, vive in città con il cuore in montagna, ma volentieri trascina il cuore a valle per il servizio ministeriale-pastorale e quello di insegnante di storia ecclesiastica in "Facoltà teologica del Triveneto" e nell’ "Istituto Teologico S.Antonio dottore" a Padova. Scrive (poco) e legge (molto). Quasi nativo-digitale, ha uno spazio web: frateandrea.blogspot.com per condividere qualche bit e idea.”

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