link: Gesù e le donne

link: Gesù e le donne

Questo articolo non è mio.

Ma nella grande famiglia editoriale del Messaggero di S. Antonio di cui anche #bibbiafrancescana fa parte, in questi giorni è uscito il primo numero della nuova serie della rivista “Credere Oggi”, ottimo strumento di divulgazione e aggiornamento teologico. Il titolo di questo fascicolo, il numero 211, è “Gesù Cristo, Signore delle relazioni”.

All’interno troviamo numerosi e interessanti articoli: oggi però, 8 marzo, spicca l’agile ma profondo contributo di Annalisa Guida, biblista, dal titolo: «Gesù e le donne».

Un modo intelligente e “biblico” per essere in festa con tutte le lettrici di #bibbiafrancescana. Buona lettura… anche ai maschietti!

 

«La qualità di una relazione dipende da molti tratti, non ultime la libertà con la quale in essa interagiscono le persone coinvolte e l’autenticità che le persone possono esprimervi. Preziosa è anche la capacità di incidere sul percorso di autonomia e responsabilità personale, incoraggiando crescita e consapevolezza.

Se queste premesse sono condivise da chi legge, possiamo allora dire che le relazioni tra Gesù e le donne nella tradizione evangelica sono sempre relazioni di qualità. Per le donne, senz’altro: incontrate, liberate, esaudite, guarite, riportate alla vita, inviate e responsabilizzate. Ma anche per Gesù, interrogato e trasformato dalle figure femminili che incontra: così ci raccontano i Vangeli, non si sta forzando il testo.

Piuttosto, la portata innovatrice e liberatrice dell’atteggiamento che Gesù ha verso le donne e del ruolo che queste assumono tra i discepoli di Gesù è stata fin troppo annacquata dalla consuetudine, se non addirittura ridimensionata – come la travagliata storia testuale della pericope dell’«adultera» testimonia – da una cultura androcentrica e sessista non estranea neppure alla chiesa primitiva.

I quattro Vangeli canonici non presentano in modo uniforme né equivalente i personaggi femminili, sebbene il ruolo delle donne nel discepolato di Gesù sia indistintamente evidenziato in alcuni episodi della vita del Maestro nonché al cuore del kerygma, ossia all’annuncio della risurrezione presso la tomba vuota nel mattino di Pasqua. Con queste presenze e con un simbolismo al femminile usato in primis dallo stesso Gesù e quindi dagli scrittori del Nuovo Testamento per dire l’essenza stessa della chiesa (cf. la sposa dell’Apocalisse), si iniziò ad arginare la teologia tutta al maschile del giudaismo conservatore, sebbene nuovi conservatorismi fossero già all’orizzonte.

Proviamo, allora, a soffermarci sui tratti più caratteristici della presentazione evangelica di incontri di Gesù con figure femminili, cercando di evidenziarne, caso per caso, la continuità o discontinuità con il giudaismo coevo e il primo cristianesimo…»

Continua la lettura qui…: http://www.credereoggi.it/upload/2016/articolo211_67.asp

 

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on Google+0Email this to someone
Andrea Vaona
ARTICOLO DI: Andrea Vaona

“fr. Andrea Vaona - francescano conventuale, contento di essere frate. Nato sul limitare della laguna veneta, vive in città con il cuore in montagna, ma volentieri trascina il cuore a valle per il servizio ministeriale-pastorale e quello di insegnante di storia ecclesiastica in "Facoltà teologica del Triveneto" e nell’ "Istituto Teologico S.Antonio dottore" a Padova. Scrive (poco) e legge (molto). Quasi nativo-digitale, ha uno spazio web: frateandrea.blogspot.com per condividere qualche bit e idea.”

Ancora nessun commento.

Lascia un commento

Registrati
Esegui Login
Messaggero di Sant'Antonio