Dalla liberazione al processo

Dalla liberazione al processo

Con l’approssimarsi della primavera, Pietro partì per un lungo periodo, per mercanteggiare, come di consueto in Provenza, lasciando a Pica l’ingrato compito di vigilare da carceriera sul figlio imprigionato.
Ma come può una madre essere carnefice del proprio figlio? Come poteva la devota madonna Pica essere insensibile allo stato di schiavitù al quale il marito aveva ridotto il suo Francesco? E poi, quali reati così gravi aveva commesso? Mossa a compassione, lo slegò dalle catene e dopo averlo per l’ultima volta abbracciato, gli restituì la libertà, augurandogli tra i singhiozzi la buona sorte. Una volta libero, Francesco si diresse, senza più nascondersi, verso la Chiesa di San Damiano.
Quando Pietro fece ritorno dai suoi viaggi d’affari e si rese conto che Francesco era stato liberato dalla madre, scaricò su di lei tutta la sua ira, la tempestò di rimproveri, sfogando la sua rabbia di padre disconosciuto della sua autorità e di marito tradito nella sua volontà. Furente più che mai, con passo da maratoneta, mosse verso la Chiesa di San Damiano, dove era certo che  Francesco si fosse rifugiato.
Arrivato nei paraggi, si meravigliò nel vedere il figlio per niente intimorito andargli incontro per affrontarlo da pari. Giunti uno innanzi all’altro, Pietro gli intimò di rientrare in casa e tornare alla vita precedente, a pena di ripudiarlo come figlio, di disconoscerlo dall’asse ereditario e di denunciarlo alle autorità consolari per il reato di appropriazione indebita di beni di famiglia.
Dopo di che, esacerbato nella rabbia dall’ennesimo ed ultimo tentativo fallito, se ne andò deciso a rendere pan per focaccia a quel figlio ormai perso. Arrivò affannato al Palazzo del Comune ed espose le sue ragioni.
I Consoli fecero recapitare a Francesco il mandato di comparizione, ma egli dichiarò che, vivendo da “penitente”, il tribunale autorizzato a giudicarlo era solo quello ecclesiastico. I Consoli diedero mandato al Vescovo di celebrare il processo e il Prelato fissò l’udienza pubblica.
Quel giorno Francesco, dopo aver pregato al cospetto del Cristo Crocifisso e recuperata dal davanzale della finestra l’impolverata borsa, salì verso la città, diretto alla Curia Episcopale.
Quando giunse vi era un’ enorme folla ad attenderlo, certamente sollecitata da Pietro, il quale riteneva, mettendo al bando il figlio, di riscattarsi pubblicamente della dignità perduta. Si aprì il processo; il Vescovo Guido, messi di fronte l’accusatore e l’accusato, iniziò il dibattimento: «Tu Pietro non puoi impedire a tuo figlio di seguire la strada che il Signore ha scelto per lui; tu Francesco, se veramente intendi seguire il Signore sulla via della perfezione, rinuncia ad ogni bene mondano e restituisci il maltolto».
Francesco, rivolto alla folla rispose: «Fino ad oggi ho chiamato padre Pietro Bernardone, che mi ha generato, d’ora innanzi e per sempre il mio unico e solo Padre è il Signore Nostro che è nei cieli e per il suo amore rinuncio a tutti i beni terreni».
Ciò detto si denudò completamente e i vestiti, unitamente alla borsa coi denari, lì restituì al padre terreno Pietro Bernardone, il quale, per la vergogna, scappò via, guardando di traverso, con la coda dell’occhio, tra il rammarico e i rimpianti, per l’ultima volta, suo figlio.
Ritornò a casa dove ad attenderlo c’era con le lacrime agli occhi Pica, che non aveva avuto la forza né il coraggio di assistere a quello sciagurato processo, che metteva alla gogna e alla berlina il suo amato figliolo. Intanto, sulla piazza il Vescovo Giudo abbracciò Francesco, coprendolo col suo “pallio”; poco dopo, un suo giardiniere, su ordine del prelato, gli regalò il suo ruvido manto di sacco.
Francesco lo indossò e s’incamminò, senza più voltarsi, in direzione del monte Subasio, “uscì dal mondo” che aveva venticinque anni, lasciandosi alle spalle la città di Assisi.
(da “Nacque al mondo un Sole” di Nicola Savino/5)

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Nicola Savino
ARTICOLO DI: Nicola Savino

“Nicola Savino, classe 1953, Sociologo presso la Regione Campania, s’interessa prevalentemente delle dinamiche demografiche e delle politiche attive del lavoro. È autore di numerosi saggi, opere di narrativa e sillogi di poesie. Tra le sue ultime pubblicazioni: Nacque al mondo un Sole (Robin Edizioni, 2011), La Battaglia di Poitiers. La causa santa e l’arte della guerra (Robin Edizioni, 2014); è in coso di stampa La Vendetta della natura e la grande moria, che chiude la trilogia “Flashback sull’Evo di Mezzo”.”

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