San Francesco d’Assisi. “Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te” (Mt 11, 25-26)

San Francesco d’Assisi. “Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te” (Mt 11, 25-26)

Da quando Pietro di Bernardone inventò per il suo primogenito il nome Francesco, ovvero dalla bellezza di otto secoli e più, pensiamo a lui Francesco, figlio vivace e sveglio di Pietro di Bernardone e Madonna Pica, in seguito divenuto frate Francesco e presto, dopo la sua morte, san Francesco d’Assisi. Francesco è un nome inclusivo: dentro ci trovi l’ecologia, il creato, la pace, il dialogo, la semplicità, la fratellanza… Ognuno ha il “suo” Francesco e lo cerca con nostalgia. Per chi l’incrocia più da vicino, ne studia gli Scritti (pensate: un uomo che si definiva “idiota e illetterato” ha lasciato pagine e  pagine di scritti, alcuni dei quali autografi) e ne tenta la conoscenza, Francesco appare nella sua cifra di uomo del Vangelo, della possibilità di viverlo, adesso-qui, in povertà ed umiltà, nel segno forte  della fraternità e della piccolezza (che Francesco chiamava “minoritas”: essere come i “minores”, i piccoli della società, gli ultimi). Ed è, per grazia, anche l’aria che respiriamo ora con un Papa che per primo ha scelto il suo nome e ne ripete i gesti.
Per me Francesco sono pure Antonio, Roberto, Andrea B., Simone, Andrea P. e infine un altro Andrea T. (tre Andrea su sei) che il 3 ottobre mattina nella basilica del Santo, qui a Padova, hanno detto il si per sempre  della professione religiosa a seguire Gesù sulle orme di san Francesco d’Assisi nella nostra Fraternità provinciale di frati minori conventuali. Sono Francesco perché come me e tutti i francescani (frati, suore, laici) cercheranno – nonostante tutti i nostri limiti – di vivere l’eredità di Francesco d’Assisi, cercando sempre ed insieme le forme e i gesti per attualizzarla.
Allora, a tutti  buona festa del piccolo e grande san Francesco, nostro fratello in umanità e santità!

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Giovanni Voltan
ARTICOLO DI: Giovanni Voltan

“Ministro Provinciale della Provincia Italiana Sant'Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali (dall’aprile 2013). Prima di esserlo, formatore in vari conventi della Provincia. Licenziato in teologia e studi francescani, appassionato, nei tempi liberi, di cammino, di fotografia amatoriale, di seguire le sorti di Padova ed Inter.”

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