24 maggio 2015, Solennità di Pentecoste, “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità…” (Gv 16,12)

24 maggio 2015, Solennità di Pentecoste, “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità…” (Gv 16,12)

Il brano evangelico insiste su una qualifica dello Spirito Santo, protagonista assoluto di questa solennità: è Spirito della verità, colui che porta a tutta la verità.
C’è una verità che è oltre la mia, sempre soggettiva. Scrivo da Assisi, dove il giovane Francesco coltivava una sua verità, molto centrata su se stesso e proiettata in un futuro di gloria, ma un giorno «il Signore concesse a me, frate Francesco, di cominciare a convertirmi così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia…». “Ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo. E in seguito, mi allontanai, fino ad uscirne fuori, dalla logica che fino ad allora aveva guidato le mie scelte” (cf. Testamento di san Francesco d’Assisi). Attraverso uno e più fallimenti, e un incontro soprattutto, quello con Gesù nei lebbrosi, Francesco è avanzato verso la verità di se stesso, della vita, sino ad abbracciare una nuova forma di vita.
Così anche per noi se non siamo viandanti che sanno già tutto, ma pellegrini aperti ad una verità più grande, alle molte cose  che ancora non possediamo del vangelo, a nuove intuizioni. Lo Spirito Santo, Spirito della verità, ci accompagna in quest’appassionante strada ove la verità intera  è più avanti, assieme ad un invito ad avanzare, a fiorire e portare molto frutto.
Buona solennità di Pentecoste!

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Giovanni Voltan
ARTICOLO DI: Giovanni Voltan

“Ministro Provinciale della Provincia Italiana Sant'Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali (dall’aprile 2013). Prima di esserlo, formatore in vari conventi della Provincia. Licenziato in teologia e studi francescani, appassionato, nei tempi liberi, di cammino, di fotografia amatoriale, di seguire le sorti di Padova ed Inter.”

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