Porto sicuro per riposo sicuro (Mt 11, 28-30)

Potrebbe sembrare una pubblicità di 2000 anni fa, che funziona bene soprattutto oggi: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò». Chi ti invita a riposare, oggi? Siamo in crisi e (quasi) tutti proni all’idolo dell’efficienza. L’agenda è il nostro partner. Ne faremo a meno, ma gli/le siamo indissolubilmente fedeli a oltranza, nostro malgrado. Riposare: voce distorta del verbo senso di colpa.

Gesù è in controtendenza. Conosce i nostri limiti, non li schiavizza, anzi. Offre ristoro, senza contropartite pesanti. Ancora, vuole sgravarci il più possibile facendosi maestro da seguire, invitandoci a mollare tutti gli atteggiamenti che non siano i suoi: «Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore». Niente competizione e piedi per terra. Umano, molto umano. Finalmente.

Qui «troverete ristoro per le vostre anime». Uno che si prende cura del «dentro», che offre leggerezza senza superficialità: «Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero».

Quando metti in agenda un appuntamento con lui?

 

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Paolo Floretta
ARTICOLO DI: Paolo Floretta

“Fra Paolo Floretta è francescano conventuale. Laureato in filosofia e psicologia, è specializzato in psicoterapia. Ha lavorato al Messaggero di sant’Antonio, seguendo per alcuni anni lo sviluppo del web e il suo uso in chiave pastorle. Ha insegnato presso la Facoltà Teologica del Triveneto e si occupa di formazione e accompagnamento psicoterapeutico. Sta concludendo la specializzazione in teologia spirituale. Con don Marco Sanavio ha pubblicato Webpastore.it (EMP 2010).”

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