Adulti a oltranza (Lc 17, 1-6)

Anche oggi il Vangelo sfida. Gesù ci dice cosa ne pensa di noi: adulti liberi e responsabili. E ci rimanda alle nostre responsabilità, a partire dagli scandali da evitare. Perché le vittime sono sempre i piccoli, senza età anagrafica. Da cui l’inequivocabile e inevitabile: «State attenti a voi stessi!». Nulla è da dare per scontato nell’abisso del cuore umano. Niente pericolosi e ipocriti buonismi. Invece, scelte continuative di rispetto e di bene.

Gesù ci stana anche dal nostro nemmeno troppo velato vittimismo morale. Ci invita a perdonare sette volte di fila se richiesti di un perdono che ci riguarda in prima persona. Non un perdono da imporre all’altro, per presunta narcisistica superiorità da «miglioristi» feriti e orgoglio mascherati. In questi casi, un perdono esibito diventerebbe un’arma contundente, un nemmeno troppo raffinato strumento di dominio morale. Un conflitto protratto con mezzi diversi, strumentalizzando una finta conversione socialmente presentabile. Un’ulteriore molestia morale. Gesù richiede che il perdono sia chiesto e donato nel contesto di una relazione aperta e paritaria, senza qualcuno «up» e qualcun altro «down». Francesco lo esprime in modo cristallino nella infinita «Lettera a un ministro», anch’egli chiamato al perdono a oltranza e a richiedere all’altro se desidera essere perdonato, anticipandolo, chinandosi alla soglia della sua libertà. Senza alibi alcuno, per nessuna delle due parti in causa.

Anche sulla fede Gesù rifiuta i piagnistei di chi si rende perfettamente conto che c’è bisogno di un supplemento di fiducia in se stessi e in Dio per affrontare questo stile di vita. Gesù non si assume la responsabilità di decidere per noi la cura della fede. Disposto sempre ad aiutarci, ci rimanda da adulto ad adulto un test paradossale – far sì che un gelso si trapianti da solo in mare su nostro ordine – che stana subito l’effettiva maturità del nostro rapportarci a Dio. Quanto vogliamo essere e stare in libera relazione con lui?

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Paolo Floretta
ARTICOLO DI: Paolo Floretta

“Fra Paolo Floretta è francescano conventuale. Laureato in filosofia e psicologia, è specializzato in psicoterapia. Ha lavorato al Messaggero di sant’Antonio, seguendo per alcuni anni lo sviluppo del web e il suo uso in chiave pastorle. Ha insegnato presso la Facoltà Teologica del Triveneto e si occupa di formazione e accompagnamento psicoterapeutico. Sta concludendo la specializzazione in teologia spirituale. Con don Marco Sanavio ha pubblicato Webpastore.it (EMP 2010).”

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